Calcetto, come ti aggiro la legge. Modulo per attraversare passaggio a livello a sbarre abbassate

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 15 Ottobre 2020 13:20 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2020 13:20
Calcetto vietato, come ti aggiro la legge. Modulo per attraversare passaggio a livello a sbarre abbassate

Calcetto, come ti aggiro la legge. Modulo per attraversare passaggio a livello a sbarre abbassate (Foto d’archivio Ansa)

Calcetto, ecco come ti aggiro la legge trasformando tutti in dilettanti. Pronto il modulo per attraversare il passaggio a livello con le sbarre abbassate sentendosi furbi e anche in regola, anche se in regola – ovviamente – non si è.

Ma l’importante, più della salute, è mettere la palla al centro. Fatta la legge trovato l’inganno, recita l’italico motto. E l’italico popolo, toccato negli affetti più cari e nei bisogni che davvero sente primari – il calcetto con gli amici -, si dimostra fedele alle tradizioni.

Calcetto, come aggirare il divieto per legge

Prima ancora che l’ennesimo Dpcm fosse licenziato, il popolo del pallone era in agitazione e pronto alla rivolta. Stop agli sport di contatto. Questa l’indicazione contenuta nelle nuove norme per contenere il contagio che dilaga nei 4 angoli del pianeta e anche in Italia.

Stop ma solo per gli amatori. Che non sono quelli bravi nell’arte amatoria ma quelli che giocano con gli amici, i colleghi o gli scapoli e ammogliati di tutte le età. Stop per loro ma non per i dilettanti. Categoria salvata per salvare almeno parte degli interessi economici di uno dei tanti settori messi in crisi dal Coronavirus. E anche per tenere in piedi gli sport dei ragazzi, dei bambini.

Ma nelle pieghe della norma, nella distinzione tra amatore e dilettante ha trovato, l’irriducibile e rivoluzionario Ronaldo de noantri, il pertugio in cui infilarsi. Così, dandosi di gomito con compagni e circoli, da Milano a Roma, da Firenze a Palermo sono spuntati i moduli di associazione ad un profluvio di neonate associazioni sportive rigorosamente dilettantistiche.

Escamotage o trucco a seconda di come ce la si voglia raccontare che regala il via libera alle partitelle tra dilettanti. Agli amici con dilettante vicinanza sociale, al dilettante assembramento e alla dilettante assenza di mascherine. La forma, così ci si racconta, è salva.

“Non infrangiamo le regole”

“Non infrangiamo le regole, siamo una regolare ASD, quella norma non vale per noi…”, si esulta e rivendica in chat e negli spogliatoi. In regola con la forma come lo erano le associazioni culturali che in realtà erano locali notturni ma che, in virtù della tessere che fornivano a chi entrava, pagavano e pagano meno tasse dei concorrenti onesti, pardon stupidi.

Forma salva almeno sino a prova e multa contraria. Ma la forma non è tutto nella vita e raccontarsi che con il dribbling sul foglio di carta, eseguito con meno astuzia ma più agilità di quella spesso mostrata in campo, non ci si mette in regola e non ci si può mettere in regola con le norme sociali non scritte, con l’etica e con un’evidentemente assente coerenza intellettuale.

Non serve il vigile per sapere se è giusto o no

Non serve o non dovrebbe servire il vigile per sapere e capire quando un comportamento è saggio, opportuno oppure no. Se ad un passaggio a livello ci sono le sbarre abbassate non serve la palette rossa del casellante o di chi che sia per sapere che non bisogna attraversare perché sta arrivando un treno e si rischia l’incidente.

Il popolo del calcetto ad ogni costo però, col via libera del modulo compilato, con le sbarre attraversa e se arriva il treno era il gigante di ferro ad essere in torto. E poco importano le possibili conseguenze di frontale con un treno. Le regole valgono ma…

Quante volte abbiamo assistito, abbiamo ascoltato e abbiamo anche interpretato questo molto nostrano modo di vivere l’autorità e la legge? Questa è una in più. Anche se in questo caso in gioco non c’è solo la salute di quello che si butta sotto il treno, ma anche quella dei passeggeri, di chi aspetta alla stazione e anche di chi con quel treno nulla ha a che fare.