Serie A, inchiesta Bologna: un nuovo indagato, presto altri 3

Pubblicato il 25 Novembre 2010 15:57 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2010 20:17

Sale a due il numero degli indagati nell’inchiesta del procuratore aggiunto Valter Giovannini e del pm Claudio Santangelo sulle false fidejussioni denunciate dal presidente del Bologna Calcio Sergio Porcedda. A breve, però, dovrebbero esserci le iscrizioni sul registro degli indagati di altre tre persone. Il nuovo indagato è un mediatore finanziario di origine brindisina che abita a Bologna. Per lui l’ipotesi di accusa è di concorso in truffa e falso, gli stessi reati ipotizzati a carico del broker Antonio Carbone.

Intanto i carabinieri incaricati delle indagini andranno alle sedi della Lega Calcio e della Bnl ad acquisire documenti. Del mediatore bolognese, così come degli altri tre mediatori finanziari che probabilmente finiranno indagati, il nome è stato fatto nel lungo interrogatorio di mercoledì pomeriggio di Carbone, il broker che era al centro della denuncia presentata da Porcedda per le bozze di fidejussioni per 15 milioni respinte dalla Lega Calcio. Subito i pm hanno deciso di fare una perquisizione al mediatore bolognese. Cosa che e’ avvenuta ieri pomeriggio parallelamente all’interrogatorio. Il suo ruolo si inserirebbe nella fase successiva alla elaborazione della bozza di fidejussione: avrebbe avuto il compito di trovare le garanzie per le fidejussioni.

Nel suo computer sono state trovate le bozze di quelle fidejussioni poi respinte dalla Lega Calcio e anche altre intestate ad altri istituti di credito. ”Materiale interessante”, lo hanno definito i magistrati. A carico del mediatore ci sarebbe un precedente per reati contro il patrimonio. Per quanto riguarda gli altri tre mediatori che entrerebbero nella vicenda gli inquirenti si sono limitati a far sapere che ”non si escludono nuove iscrizioni”.

Il mediatore finanziario bolognese (regolarmente iscritto all’albo), a cui sono stati perquisiti abitazione e ufficio, avrebbe comunque sostenuto la regolarità della fidejussione. Gli altre tre mediatori finanziari, che una volta identificati ufficialmente dovrebbero finire sul registro degli indagati, avrebbero avuto ruoli nella realizzazione della fidejussione falsamente intestata alla Bnl, visto che la Bnl non l’ha emessa. Questo e’ stato gia’ chiarito. Anzi, gia’ qualche tempo fa, alla Procura di Bologna, ma per altra vicenda, la stessa bozza intestata falsamente Bnl era già arrivata per un’altra denuncia. Segno che la finta bozza viene fatta circolare in un ambiente finanziario che gli inquirenti definiscono ”magmatico”.

Anche la stessa Bnl ha presentato una querela per l’utilizzo della bozza in altre vicende. Intanto si è appreso che ad indurre la Lega calcio a respingere la bozza di fidejussione è stata la firma che compariva sotto una lettera di accompagnamento. Il nome era già conosciuto in Lega ed era già stato sconfessato. Si tratterebbe del nome di un funzionario Bnl inesistente. Nell’atto preparatorio della fidejussione (in realta’ tecnicamente le fidejussioni sono tre, per un totale di 15 milioni) ci sono due nomi: quello di un funzionario realmente esistente della Bnl, ma che si occupa di tutt’altro e che non ha firmato quell’atto, e un altro probabilmente inesistente.