Masiello: “Ho fatto apposta l’autogol contro il Lecce. Presi 300mila €”

Pubblicato il 2 Aprile 2012 15:33 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2012 20:12

Andrea Masiello (Lapresse)

ROMA – “L’ho fatto apposta, per i soldi”. Ad ammetterlo è lo stesso Andrea Masiello, che per quella gara “intascò” 300 mila euro, davanti ai magistrati, poche ore prima dell’arresto, racconta di aver segnato consapevolmente l’autogol contro il Lecce nel derby pugliese. “Quando il risultato era sullo 0-1 ho sfruttato un’occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l’esito di sconfitta per il Bari e poter – quindi – ottenere il pagamento promessomi, realizzando così l’autogol con cui si è concluso l’incontro”.

In un primo momento la versione di Masiello era stato differente: “Alla partita – aveva dichiarato Masiello il 24 febbraio scorso – ero comunque condizionato (dall’offerta di denaro ricevuta il giorno prima da parte di emissari del Lecce) ero turbato da questa offerta che c’era stata, fatto sta che, non volendo, gli ultimi 5 minuti feci un’autorete, che può essere vista diversamente, ma non era nel mio intento causarla”. Già al tempo dell’interrogatorio del 24 febbraio i magistrati non credettero alla versione del difensore per la cui integratità fisica adesso si teme: aver venduto il derby al Lecce, con tanto di autogol volontario, e poi finire nel carcere di Bari non è il massimo della vita.

Al di là dell’importanza simbolica e del clamore suscitato dall’idea che un calciatore possa vendersi proprio il derby, cioè la partita più importante della stagione per ogni tifoso, quella gara ha anche una fondamentale rilevanza sul piano investigativo. Perché fu proprio con quei tre punti comprati dal più acerrimo rivale che il Lecce riuscì a conquistare la salvezza, falsificando dunque l’intera lotta per rimanere in serie A. Lotta che vide alla fine soccombere una squadra di primo piano come la Sampdoria.

Nelle giornate successive – e questo risulta agli atti dell’inchiesta di Cremona – il Lecce, ormai salvo matematicamente ebbe buon gioco a fare cassa, recuperare i soldi spesi per quel derby e forse – sospettano gli inquirenti – anche quelli dei premi per la salvezza: vendendosi al migliore offerenti un altra partita. La famosa Lecce-Lazio – quella che il pm Di Martino ha dichiarato “ufficialmente truccata” in un interrogatorio recente – con la squadra romana in piena bagarre per un posto in Europa League, posto che alla fine anche grazie a quei tre punti illegali , riuscirà a strappare. Sempre a danno di altre squadre. In relazione a quella partita, va ricordato, è indagato anche Stefano Mauri.