Calimera (Lecce), parla il medico dell’aggressione al paziente: “Lui mi ha aggredito per primo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2020 9:52 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2020 9:52
Calimera (Lecce), parla il medico dell'aggressione al paziente: "Lui mi ha aggredito per primo"

Calimera (Lecce), parla il medico dell’aggressione al paziente: “Lui mi ha aggredito per primo”

LECCE  –  “Lui mi ha aggredito per primo con tre stampellate. Quel paziente ha bisogno di una visita psichiatrica”. A parlare, ai microfoni de La Zanzara su Radio24, è Vincenzo Refolo, il medico accusato di aver picchiato un paziente del suo ambulatorio a Calimera (Lecce)

Refolo, 58 anni, è stato immortalato in un video che lo mostra mentre colpisce al volto e con alcuni calci un paziente appena uscito dal suo studio. Ora si trova agli arresti domiciliari. 

“Voi – ha detto Refolo a La Zanzara – non avete visto quello che  è successo nell’ambulatorio. Sono stato aggredito io. Ha tirato in aria due sedie, togliendo l’intonaco. Poi io l’ho accompagnato vicino alla porta. E comunque sto saltando tanti passaggi. Questo è mio paziente solo da sette giorni, dal 30 marzo. Quel giorno è venuto dicendo che era caduto tre, quattro mesi fa. Ed è stato 45 minuti in ambulatorio. Non può nemmeno stare in ambulatorio per il fatto del coronavirus. L’ho fatto accomodare perché lamentava dei dolori in seguito ad una caduta. Diceva di essere stato rovinato dal suo medico E’ venuto dunque il 30 marzo e gli ho prescritto una visita ortopedica non urgente. Poi pochi giorni dopo si è presentato…”.

A quel punto ci sarebbe stato lo scontro: “E’ una persona che non ti fa parlare. Era violento, mica sono impazzito. Io non ho mai alzato una mano su nessuno. Ha sbattuto queste sedie, l’ho accompagnato alla porta, gli ho detto guarda, trova un altro medico. Io sono una persona pacifica”.

A chi gli obietta di non aver chiamato la polizia risponde: “L’ha chiamata un paziente che aspettava dietro a lui. Ma non rispondevano. Alla fine sono venuti i carabinieri quando oramai era successo il fattaccio”. 

Il medico non nega le botte: “Non posso negarlo e me ne rammarico. Ma Emiliano che parla di radiazione, si dovrebbe pulire la bocca. Ma stiamo scherzando? Ho subito una violenza dentro l’ambulatorio, mi ha dato tre stampellate. La sua stampella è di alluminio, quella lega leggera che mi ha fatto male”.

Ammette che non è un comportamento da medico ma, dice, “non è che posso riavvolgere il nastro. Chi si riempie la bocca dicendo che gli altri medici lavorano, lavoro pure io quattordici ore al giorno. Voi siete prevenuti, voi non mi volete credere. Lui ha le borse sotto gli occhi perché penso che prenda degli anti coagulanti. Quando è caduto sul selciato, si è lacerata la pellicina di una persona anziana di 87 anni. Ha quelle ecchimosi, ma nessuno gli ha dato un pugno”.

Quindi il dottor Refolo ha dato la propria versione della vicenda: “Non mettiamo i medici in queste condizioni, dico io. Il problema va visto anche da altra angolatura. Io sono senza mascherina, io ho la mascherina che mi sono pagato da solo. Parlate di questo con il signor Emiliano. Quel signore (il paziente, ndr) ha bisogno di una perizia psichiatrica perché uno che ti ripete per quarantacinque minuti che l’ha rovinato il suo medico precedente”.

Ammette di vergognarsi di quel che ha fatto ma, dice, “io non ho mai avuto reazioni di questo tipo, né con giovani né con bambini. Io ho 58 anni, non posso andare in pensione adesso. E quando spaccano la testa ai medici? Voi fate due trafiletti, è la prima volta che mi succede”.  (Fonti: Radio24, YouTube)