Calitri, maresciallo dei carabinieri si spara in caserma. In un biglietto le scuse alla moglie e all’Arma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2020 8:23 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 8:24
Calitri, maresciallo dei carabinieri si uccide in caserma

Calitri, maresciallo dei carabinieri si uccide in caserma. In un biglietto le scuse alla moglie e all’Arma (foto ANSA)

Si è tolto la vita con un colpo alla testa utilizzando la sua pistola d’ordinanza il maresciallo dei carabinieri, Andrea Angelo Apicella, 52 anni, comandante della Stazione di Calitri, in provincia di Avellino. La tragedia è avvenuta in caserma all’interno del suo ufficio.

Andrea Angelo Apicella, da alcuni anni al comando del comando dei carabinieri di Calitri, sposato, senza figli, ha lasciato scritto un biglietto.

“Mi scuso con mia moglie e con l’Arma dei Carabinieri”.

Sul posto si sono recati il comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Cagnazzo, e il generale Maurizio Stefanizzi, comandante della Legione Carabinieri della Campania. 

Si tratta del 30esimo caso segnalato nel 2020.

Purtroppo, il numero di eventi sembra essere in linea con l’anno 2019, uno dei più neri.

Nel corso del 2019 infatti sono stati ben 69 gli eventi suicidiari segnalati dagli osservatori che si occupano del delicato settore.

De Lieto (LISIPO), appello a Lamorgese

“Ancora un suicidio – ha dichiarato Antonio De Lieto, Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) – di un operatore delle Forze dell’ordine.

Il LI.SI.PO. tutto si unisce all’immenso dolore della famiglia del Maresciallo Maggiore dei carabinieri e dell’Arma che piange un validissimo Comandante stimato da tutta la cittadinanza di Calitri, che si è tolto la vita.

Purtroppo amaramente siamo costretti a registrare che il “virus suicida” miete sempre più vittime nelle file delle Forze dell’Ordine.

Al riguardo il LI.SI.PO. si chiede: c’è qualcosa che non va nelle Forze dell’Ordine?

La strategia di contrasto al fenomeno suicidi nelle Forze di Polizia, attuata dai vertici ministeriali a giudizio del LI.SI.PO. è palesemente fallimentare.

Signor Ministro dell’Interno – ha continuato de Lieto – questo suicidio è uno di una lunga serie i cui numeri sono “scioccanti”.

Questa O.S. LI.SI.PO. ha sempre chiesto ai signori del “palazzo romano” un pool di psicologi a stretto contatto con gli operatori della sicurezza, in modo tale da intervenire per tempo su qualsiasi situazione sospetta che l’appartenente alle Forze dell’Ordine stia vivendo, assicurando allo stesso modo il necessario supporto al fine di evitare il verificarsi di qualsiasi atto drammatico.

Ad oggi signor Ministro, a giudizio del LI.SI.PO. – ha concluso de Lieto – nulla è cambiato, il “virus suicida” la fa sempre più da padrone e il numero dei suicidi nelle file degli operatori della sicurezza  sale sempre più in alto.

Signor Ministro dell’Interno, troppe mamme, troppe mogli e troppi figli piangono gli appartenenti alle Forze di Polizia che si sono suicidati e attendono da lei Signor Ministro la giusta strategia finalizzata a debellare per sempre il “virus suicida” nelle Forze dell’Ordine”. (fonti ANSA, PRIMATIVVU)