Calizzano, paese senza operai. I lavori li fanno i profughi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 11:56 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2015 11:56
Calizzano, paese senza operai. I lavori li fanno i profughi

Calizzano, paese senza operai. I lavori li fanno i profughi

SAVONA – Di operai locali non ce ne sono e allora i lavori per il comune li fa un gruppo di profughi. Da Calizzano, in provincia di Savona, arriva una notizia che lascia intravedere, nel pieno dell’emergenza migranti, una possibile strada di integrazione e cooperazione.

Racconta Luca Barberis per il Secolo XIX che in paese gli operai dipendenti del Comune erano 5. E che due di questi sono andati in pensione alla fine dello scorso anno. E allora il sindaco Pierangelo Olivieri ha firmato una convenzione con la cooperativa “Il Faggio” per attivare una serie di progetti umanitari. A Calizzano sono stati accolti una quarantina di migranti, quasi tutti del Mali.

Hanno iniziato con piccoli lavori, di quelli indispensabili però per il miglioramento del Paese: pulizia delle strade e affini. Racconta il sindaco al Secolo XIX:

«I migranti si occuperanno dello sfalcio dell’erba, piccole manutenzioni e pulizia noi abbiamo quasi tutti ragazzi del Mali che hanno fatto i contadini e si sanno muovere nel verde, altri sono edili. Non escludiamo che in futuro si possano anche occupare della manutenzione degli autobloccanti del centro storico, sarebbe veramente importante in un momento di carenza di risorse per i Comuni. Quest’anno due operai, su cinque in pianta organica, sono andati in pensione. Con un territorio molto grande siamo in affanno, l’aiuto dei migranti sarà quindi prezioso».