Call center saranno italiani: stretta su quelli esteri per legge

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2016 13:52 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2016 13:52
Call center saranno italiani: stretta su quelli esteri per legge

Call center saranno italiani: stretta su quelli esteri per legge

ROMA – Tra qualche mese si potrà chiedere direttamente all’operatore del call center di parlare con uno che si trovi in Italia. Grazie ad una normativa approvata con un emendamento contenuto nella Legge di Bilancio approvata in via definitiva lo scorso 7 dicembre, da aprile si cambia. Potremo scegliere noi se decidere di interloquire con un italiano o meno. Le aziende saranno obbligate ad avvisare “preliminarmente sul Paese in cui l’operatore è fisicamente collocato” mettendo a disposizione un operatore dall’Italia o da un altro Paese dell’Unione europea, per non violare il principio di non discriminazione. Il tutto deve avvenire nella medesima chiamata, spiega l’emendamento  appena approvato.

Come scrive il Corriere della Sera

“La norma entrerà in vigore dopo 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. ‘La norma vale anche per le aziende che hanno già spostato le sedi all’estero. Per questo la legge lascia tre mesi di tempo per organizzarsi’, spiega il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, molto attiva su questo fronte. Parlare con un operatore fuori Italia è molto frequente. Le aziende italiane hanno delocalizzato perché conviene: il call center è un settore ad alta densità di manodopera e all’estero, in Paesi come l’Albania, il costo del lavoro è inferiore. Ma che cosa succede alle aziende che non si adeguano? ‘È prevista una sanzione da 50 mila euro a giornata’, dice Bellanova. Dunque, per avere risposte, risolvere problemi e fare reclami potremo parlare con un lavoratore italiano”.

“Dal punto di vista del servizio ottenuto probabilmente non cambierà nulla, visto che gli albanesi parlano un italiano impeccabile. I vantaggi dovrebbero averli gli addetti ai call center che lavorano in Italia e che, a causa della delocalizzazione, hanno perso o stanno rischiando il posto di lavoro”.

Cosa cambia per l’outbound, ossia il ricevere offerte commerciali telefoniche? Anche su questo fronte, a breve, sono attese novità.

“Se la normativa attuale cambierà – e c’è già un disegno di legge — potremo evitare le telefonate moleste e sfuggire al ‘telemarketing selvaggio’. Esiste già un Registro delle opposizioni, in cui si può inserire un numero fisso dove non si vogliono ricevere chiamate promozionali. A oggi sono presenti oltre 1.515.000 numeri, che rappresentano circa un decimo rispetto ai 13 milioni di utenti del fisso. Ma — come ha spiegato il Garante della Privacy in un’audizione al Senato a metà novembre — il registro non funziona bene. Il primo motivo è che si possono iscrivere soltanto numeri fissi e non quelli dei cellulari. E in più i call center devono pagare per consultare il registro e sapere chi non devono chiamare. La gente, nel frattempo, si lamenta. Negli ultimi cinque anni il Garante ha ricevuto oltre 25 mila segnalazioni (di cui 13 mila oggetto di istruttoria) e ha contestato seimila «casi di molestie», per un valore complessivo di 7,8 milioni di euro”.