“Camere a gas? Una bufala. Adolf Hitler era un grande”. E lui rischia sei anni di carcere

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2019 16:08 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019 16:13
"Camere a gas? Una bufala. Adolf Hitler era un grande". E lui rischia sei anni di carcere

“Camere a gas? Una bufala. Adolf Hitler era un grande”. E lui rischia sei anni di carcere (Foto Ansa)

AOSTA – “Le camere a gas sono una bufala” servita per “far passare per mostri persone che non lo sono state affatto, come il grande Adolf Hitler”: questa è una delle frasi inviate ad amici su whatsapp che potrebbero costare fino a sei anni di carcere ad un uomo di 55 anni di Saint-Vincent (Aosta), indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

Il sostituto procuratore Francesco Pizzato ha chiuso le indagini, avviate dopo una denuncia della comunità ebraica presentata per alcuni simboli che richiamano il nazismo e la Shoah fatti inserire dallo stesso Fournier nel cancello di casa: “Un’aquila nazista riconducibile a quella del Terzo Reich e a quella rappresentata nello stemma del partito nazionalsocialista”, ai cui lati “erano presenti due triangoli analoghi a quelli utilizzati dal regime nazista per identificare per categorie i prigionieri ristretti nei campi di concentramento”.  Ma lui ha subito negato ogni riferimento, attribuendo “lo sfoggio di detta simbologia ad una sua spiccata propensione all’esoterismo e ad un suo mero gusto estetico”.

La Procura ha voluto vederci chiaro, approfondendo le indagini. Dalla pagina facebook dell’uomo è saltato fuori un po’ di tutto, dalla fotografia che lo ritrae mentre fa il saluto romano davanti al collegio dove ha preso il diploma fino a due video “riferibili all’autore negazionista Robert Faurisson, aventi a oggetto contenuti negazionisti dell’Olocausto e asserenti che la Shoah è uno strumento propagandistico sionista”.

Secondo gli inquirenti l’uomo “ha propagandato idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico” e “ha istigato a commettere atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Con l’aggravante di aver minimizzato “in modo grave sull’apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra” facendo in modo che “derivasse un concreto pericolo di diffusione”. La comunità ebraica ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale. (Fonte: Ansa)