“Cameyi è morta, Cameyi go home”: l’urlo di dolore della mamma. Sono della 15enne scomparsa le ossa nel pozzo di Porto Recanati

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 giugno 2018 9:01 | Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2018 9:03
"Cameyi è morta, Cameyi go home": l'urlo di dolore della mamma. Sono della 15enne scomparsa le ossa nel pozzo di Porto Recanati

“Cameyi è morta, Cameyi go home”: l’urlo di dolore della mamma. Sono della 15enne scomparsa le ossa nel pozzo di Porto Recanati

ANCONA – “Cameyi è morta, Cameyi è morta…Cameyi go home“. E’ l’urlo di dolore di Fatema Begum, la mamma di Cameyi Mossamet scomparsa 8 anni fa ad Ancona e le cui ossa sono state ritrovate nel pozzo degli orrori a Porto Recanati. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Quanto ha ricevuto la tragica notizia mamma Fatema ha iniziato a girare per casa sconvolta, in lacrime, canticchiando una canzoncina come un mantra.

La famiglia di Cameyi stata informata venerdì dagli investigatori: insieme alla mamma c’erano i tre figli maschi che abitano con lei ad Ancona. Quei resti ossei trovati a fine marzo vicino al palazzone multietnico Hotel House di Porto Recanati, durante un controllo antidroga, appartengono proprio alla giovane sparita nel nulla il 29 maggio 2010.

Quel giorno Cameyi, invece di andare a scuola, si recò all’Hotel House dove, all’ottavo piano, abitava il fidanzatino e dove fu vista per l’ultima volta. Poi, ipotizza la Procura di Macerata che ha confermato l’identificazione, sarebbe stata uccisa e sotterrata. I primi responsi degli esami di laboratorio eseguiti dal prof. Adriano Tagliabracci dell’Istituto di medicina legale di Ancona, fanno sapere gli inquirenti, portano “ragionevolmente ad affermare” che i reperti trovati vicino ad un pozzo e a un casolare abbandonato appartengono alla 15enne.

Decisiva è stata la comparazione della polpa di un dente che era tra i resti recuperati con il dna della madre. Identificato il corpo, però, resta il mistero su cosa sia realmente accaduto alla ragazza. La Procura, guidata da Giovanni Giorgio, ha lanciato un appello a coloro che abbiano notizie sulla ragazzina a recarsi in Questura ad Ancona o a Macerata, o presso uffici di polizia giudiziaria o alla Procura di Macerata. “Ciò al fine di consentire di raccogliere elementi utili per lo svolgimento delle indagini apparentemente non agevoli, atteso il lungo tempo trascorso dal momento della scomparsa della minore”.

Dopo la scomparsa di Cameyi la Procura di Ancona aveva aperto un’inchiesta, poi archiviata, in cui venne indagato per sequestro di persona proprio il fidanzatino della 15enne. Il ragazzo, allora 20enne, che risiedeva all’Hotel House con alcuni amici ma aveva anche una sorella ad Ancona, non venne fermato e nel 2011 ricevette un provvedimento di espulsione dall’Italia: ora è irreperibile.

Allora nessun riscontro venne trovato in ordine a responsabilità per la scomparsa di Cameyi. In seguito si scoprì che il giovane in quei giorni si sottopose ad accertamenti al pronto soccorso perché in stato di agitazione: potrebbe aver visto qualcosa che lo sconvolse. Dopo il ritrovamento dei resti a Porto Recanati e l’ipotesi concreta, ora confermata, che appartenessero a Cameyi, le indagini sono state riaperte. Ora l’accusa originaria di sequestro di persona nei confronti del giovane potrebbe mutare in omicidio volontario e occultamento di cadavere.