“Camilla sei troppo bella per morire a 22 anni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Novembre 2015 12:53 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2015 13:24
"Camilla sei troppo bella per morire a 22 anni"

“Camilla sei troppo bella per morire a 22 anni”

PISTOIA – Due auto si scontrano, una si ribalta e una ragazza viene sbalzata fuori e schiacciata dalla vettura. E’ accaduto nel tragico incidente all’alba di sabato 28 novembre in via Erbosa, a Pistoia, in cui ha perso la vita Camilla Innocenti, studentessa di 22 anni. “Camilla forza, sei troppo bella per morire“, questo l’urlo disperato dei suoi amici che erano in auto con lei e che invano hanno tentato di salvarla.

A raccontare il momento dell’incidente, i soccorsi e la corsa disperata in ospedale sono Maurizio Gensini, il primo soccorritore dei giovani la cui auto si è ribaltata, e il titolare del locale dove la ragazza, che studiava economia e insegnava ginnastica artistica, lavorava occasionalmente. Tiziana Gori su Il Tirreno scrive:

“Ho sentito uno schianto – racconta Maurizio Gensini – erano le sei e mezza. Siamo scesi giù, io e mia moglie. C’erano questi due ragazzi che stavano cercando di spostare la macchina dal corpo della ragazza. Li ho aiutati. Uno dei due ragazzi gridava: “Camilla forza, sei troppo bella per morire”. Era disperato. Da quel che abbiamo capito la Suzuki ha urtato nel sorpasso un’auto che stava girando in via Castel dei Frosini, forse ha picchiato anche contro il muro di una casa e poi contro il marciapiede, fino a ribaltarsi».

In fase di ricostruzione la dinamica dell’incidente. In via Erbosa, oltre alla Radiomobile dei carabinieri per i rilievi, sono intervenuti i vigili urbani, i vigili del fuoco, l’automedica del 118, due ambulanze della Misericordia di Pistoia e un’ambulanza della Croce verde. Praticamente illesi, ma sotto choc, i due amici che erano con la ragazza, e così la quarantacinquenne alla guida della Ford C Max con cui la Suzuki ha avuto l’incidente. Le due auto viaggiavano in direzione di Canapale e dello Sperone. Poche centinaia di metri separano la casa della ragazza dal punto dell’incidente. Da una prima ricostruzione è emerso che la Ford C Max stava svoltando in via Castel dei Frosini, e che la Suzuki nel superarla l’ha urtata. La jeep ha sbandato, forse strusciando contro il marciapiede a destra della carreggiata, che avrebbe fatto da “trampolino di lancio” per un capottamento di diversi metri.

I primi ad arrivare in via Erbosa sono stati i pompieri. La caserma è in via Guicciardini, a poche centinaia di metri. Poi l’automedica, le ambulanze e le forze dell’ordine. Camilla Innocenti è stata stabilizzata e intubata: presentava una forte frattura della base cranica e un trauma toracico. Sedeva sul sedile posteriore della Suzuki, da appurare se avesse o meno le cinture. La forza cinetica sprigionata dall’auto nel capottamento e l’impatto con l’asfalto sono stati fatali per la giovane studentessa. Le sue condizioni sono apparse da subito molto gravi, ma è stato tentato il tutto per tutto con un intervento chirurgico d’urgenza al San Jacopo. Il cuore della ventiduenne ha cessato di battere in sala operatoria. Intorno alle nove e mezza la notizia ufficiale del decesso. Al San Jacopo è iniziato il triste pellegrinaggio di amici e parenti.

Paolo Lotti, il gestore dello Sporting Club “Le Forri” in via Crocina a Valdibrana dove la giovane lavorava, racconta che la ragazza aveva lavorato la sera del 27 novembre:

“”Abbiamo finito di lavorare intorno a mezzanotte e mezza. Camilla mi ha chiesto di accompagnarla dai suoi amici al Naif. “Mi riportano loro, non ti preoccupare”. Poi  ho saputo… Il ragazzo che era alla guida della jeep è venuto da me. Era disperato. Tra l’altro, loro non dovevano tornare con quell’auto. Quella che dovevano prendere aveva la batteria scarica. Chissà, se le avessi detto di no, se avessi risposto che ieri sera non potevo accompagnarla…”.