Camorra, arresti clan Polverino: in manette anche candidati Pdl

Pubblicato il 3 Maggio 2011 9:42 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2011 12:18

NAPOLI – Ci sono anche due candidati del Pdl tra le quaranta persone arrestate questa mattina dai carabinieri nel corso del blitz che ha interessato il clan camorristico dei Polverino. Uno dei due, scrive l’Ansa, è Armando Chiaro, consigliere comunale di Quarto (Napoli) e ritenuto prestanome dell’organizzazione, già destinatario negli anni passati di un’ordinanza di custodia cautelare. L’altro nome che figura nelle liste del Partito delle libertà è quello di Salvatore Camerlingo, secondo Repubblica cugino del boss Salvatore Liccardi. Anche per Camerlingo sono scattate le manette: è infatti accusato di spaccio di droga e detenzione illegale di armi. In particolare, Camerlingo è considerato “uomo d’ordine del clan”.

Intanto il senatore Carlo Sarro, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, è stato nominato garante per la Legalità per il Pdl di Quarto (Napoli). A lui ”spetterà il compito di supervisionare lo svolgimento della campagna elettorale, assicurando che il Pdl sia al riparo da ogni contaminazione con la malavita”. Lo rendono noto il coordinatore provinciale di Napoli del Pdl, Luigi Cesaro, ed il vice vicario Enzo Nespoli. In attesa che le vicende si chiariscano, ”quanti risultano coinvolti nelle vicende giudiziarie rese note quest’oggi risultato sospesi dal Pdl”. ”Nel seguire con la massima attenzione gli sviluppi giudiziari in atto a Quarto – concludono – intendiamo, con la nomina di Carlo Sarro, assicurare una risposta immediata del partito ad ogni rischio di infiltrazione”.

I provvedimenti notificati questa mattina sono stati emessi su richiesta dei pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Maria Cristina Ribera. Le altre 38 persone arrestate sono elementi di spicco e gregari del clan attivo nell’area nord di Napoli. Le indagini sono partite nel 2007, in collaborazione con la Guardia civil spagnola, per il traffico di droga tra Italia e Spagna. Tra gli arrestati manca ancora il boss Giuseppe Polverino, che deve scontare due anni di casa-lavoro e che è da tempo ricercato.

Sequestrati anche con un decreto preventivo immobili, terreni, auto, moto e società. Tutti gli arrestati rispondono a vario titolo di reati che vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, ai tentati omicidi, estorsioni, usura, traffico e spaccio di droga, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, riciclaggio di capitali di provenienza illecita. I Polverino controllano anche attività commerciali tra l’Italia e la Spagna, oltre a gestire il traffico di droga che dalla penisola iberica porta sostanza stupefacente a rifornire ‘le piazze di spaccio’ gestite da altri clan napoletani.