Le mani della camorra sull’ortofrutta, 70 arresti

Pubblicato il 10 Maggio 2010 9:34 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2010 10:28

Scoperta un’alleanza tra i clan Mallardo e Licciardi e le famiglie mafiose per il controllo del mercato ortofrutticolo del centro sud. Arresti, perquisizioni e sequestri di beni sono in corso in diverse zone del centro e del sud Italia.

L’operazione, condotta dalla Dia di Napoli e dalla squadra mobile della questura di Caserta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha colpito i clan camorristici dei Casalesi e Mallardo che, alleati con le famiglie mafiose dei Santapaola-Ercolano, agivano secondo l’accusa nel settore dell’ortofrutta e dell’autotrasporto ad esso collegato.

Una settantina le ordinanze di custodia cautelare in carcere. L’operazione ha smantellato una presunta organizzazione criminale che imponeva il monopolio ai commercianti ed agli autotrasportatori di prodotti ortofrutticoli in tutto il centro-sud Italia, con la conseguente lievitazione dei prezzi della frutta.

I capi delle organizzazioni camorristiche e mafiose si riunivano nella sede di un’azienda di trasporti del Casertano per decidere le strategie e le alleanze. Nel corso dell’indagine, sono stati sequestrati veri e propri arsenali di armi provenienti dalla Bosnia.

Sono in corso perquisizioni e sequestri a carico di società e aziende operanti nei maggiori mercati ortofrutticoli della Campania, del Lazio e della Sicilia. I particolari dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 nella Procura della Repubblica di Napoli.

”La rilevanza dell’operazione si ravvisa nell’alleanza che nel tempo si è prodotta tra mafia, camorra e ‘ndrangheta per poter monopolizzare l’attività nel settore dell’ortofrutta”, ha sottolineato il generale Antonio Girone, direttore della Dia, in merito all’operazione che ha smantellato una presunta organizzazione criminale che imponeva il monopolio ai commercianti ed agli autotrasportatori di prodotti ortofrutticoli in tutto il centro-sud Italia.

Un’organizzazione, ha sottolineato Girone, che controllava tutte la fasi “cominciando dall’imposizione a livello locale dei prezzi locali fino al trasporto e alla distribuzione”. “Un sistema – ha spiegato – di questo tipo si riflette sui cittadini i quali trovano prezzi maggiorati, talvolta venti volte il prezzo orginario con danni per gli utenti e in generale per l’economia”.