Camorra: Raffaele Cutolo resta in carcere, difesa annuncia opposizione

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 12 Maggio 2020 18:37 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 18:37
raffaele cutolo foto ansa

Camorra: Raffaele Cutolo (nella foto Ansa) resta in carcere, difesa annuncia opposizione

ROMA – Raffaele Cutolo resta in carcere. Il magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia, apprende l’Ansa  ha infatti rigettato l’istanza di sospensione di esecuzione della pena con applicazione provvisoria della detenzione domiciliare, avanzata per motivi di salute dalla difesa del fondatore della Nuova Camorra Organizzata, detenuto al 41 bis nel carcere di Parma.

L’istanza era stata presentata nell’ambito dell’emergenza Covid-19. Il boss della camorra, a gennaio, era stato trasferito per un periodo dal carcere all’ospedale, in modo da garantire le migliori terapie per il capo della Nuova camorra organizzata, da 25 anni in regime di carcere duro e alle prese con problemi respiratori. Ora la difesa potrà impugnare il provvedimento di rigetto.

“Rispetto i provvedimenti del magistrato, soprattutto quando non li condivido. Li rispetto ancora di più quando, come in questo caso, non li condivido affatto”. A dirlo è il penalista avellinese, Gaetano Aufiero, difensore di Raffaele Cutolo.

Nell’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Bologna, Aufiero impugnerà la decisione del giudice di sorveglianza di Reggio Emilia.

Sulla scia delle disposizioni del Dap del 21 aprile scorso ai direttori delle carceri di segnalare al magistrato di sorveglianza, nell’ambito della emergenza Covid-19, detenuti ultrasettantenni e con gravi patologie in corso, Aufiero aveva presentato l’istanza sulla base dei gravi problemi di salute di Cutolo, “non compatibili con il regime carcerario”.

“Leggendo il provvedimento – spiega il penalista – vengono confermate le gravi patologie polmonari di cui soffre Raffaele Cutolo”.

“In nome della Costituzione e della civiltà del sistema giudiziario e penale italiano, mi opporrò per impedire che Cutolo vada ad arricchire la folta schiera dei detenuti condannati anche alla morte in carcere”.

“La pena va espiata ma, come è scritto nell’articolo 27 della Costituzione, non può essere disumana”.

Raffaele Cutolo non ha una malattia di “gravità tale, da potersi formulare una prognosi infausta quoad vitam”, e “l’ampia documentazione acquisita comprova una situazione detentiva rispettosa della dignità personale”.

E’ un passaggio delle motivazioni con cui il magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia Cristina Ferrari ha rigettato l’istanza di detenzione domiciliare del boss della camorra.

Nel provvedimento si dà conto anche del parere negativo alla concessione del beneficio della Dna e della dda competenti vista la “caratura criminale” del boss (fonte: Ansa).