Camorra, sequestrati 70 mln beni a coniugi Moccardi: “Prestanome clan Contini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Dicembre 2014 14:27 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2014 14:27
Camorra, sequestrati 70 mln beni a coniugi Moccardi: "Prestanome clan Contini"

Camorra, sequestrati 70 mln beni a coniugi Moccardi: “Prestanome clan Contini”

NAPOLI – Case, conti correnti, auto, ristoranti, quote societarie in aziende di autotrasporto, autoparcheggio e locazione di capannoni. Tutti intestati a una coppia di coniugi, Roberto Moccardi e Anna D’Orta, che secondo la dda di Napoli avrebbero fatto da prestanomi al clan camorristico dei Contini. Attraverso la loro rete di imprese i due, secondo i pm antimafia, avrebbero riciclato e reinvestito soldi per i Contini per un valore di circa 70 milioni di euro.

I coniugi Moccardi e D’Orta vennero arrestati nel corso della prima fase investigativa proprio perché ritenuti coinvolti nel riciclaggio e investimento di denaro proveniente dalle attività illecite del clan. Secondo la Procura Antimafia partenopea, hanno contribuito, con i soldi del clan, a mettere in piedi una rete di imprese che hanno consentito all’organizzazione camorristica di infiltrarsi in larghi settori del tessuto socio-economico napoletano.

Il sequestro è stato disposto nell’ambito di indagini che, lo scorso mese di gennaio, si sono concluse con l’arresto di novanta persone ritenute affiliate al clan napoletano dei Contini.

La coppia figura tra gli imputati nel processo contro Edoardo Contini, fondatore della potente organizzazione criminale, e contro altre 168 persone ritenute affiliate o contigue al clan, che si celebrerà davanti al gup del Tribunale di Napoli (l’udienza preliminare è prevista per il prossimo 30 dicembre).

La Direzione Investigativa Antimafia di Roma ha eseguito un provvedimento del gip del Tribunale di Napoli che riguarda unità immobiliari, rapporti bancari, autovetture, quote societarie di importanti aziende di autoparcheggio, di locazione capannoni e di movimento e trasporto merci per conto terzi. Sequestrate anche attività di ristorazione.