Campiglia, Livorno. Migranti rifiutano l’albergo: non volevano convivere con donne

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 8 Maggio 2015 16:42 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2015 19:25
Campiglia, Livorno. Protesta di migranti arrivati dalla Sicilia: rifiutano l'albergo

Campiglia, Livorno. Protesta di migranti arrivati dalla Sicilia: rifiutano l’albergo

CAMPIGLIA MARITTIMA (LIVORNO) – Non gradivano l’albergo perché avrebbero dovuto mangiare in mensa con donne sposate o sole, e dopo momenti di tensione sono stati spostati in un altro hotel. Si tratta di tredici profughi africani, arrivati in pullman da Trapani (dove vivevano da 18 mesi) a Campiglia Marittima, provincia di Livorno. I migranti, di età fra i 20 e i 25 anni e provenienti da Gambia, Ghana, Zimbabwe e Kenya, hanno detto alle autorità (prefettura di Livorno, polizia di Piombino e carabinieri: le fonti della notizia) di non gradire la sistemazione all’hotel 5 Lecci di Campiglia Stazione. I tredici hanno ottenuto lo spostamento all’Hotel Rosa dei Venti, della stessa proprietà del 5 Lecci.

Un po’ confuse all’inizio le notizie che arrivano da Campiglia: l’agenzia Ansa parla di “motivi etnico-religiosi”, perché nell’hotel 5 Lecci erano già ospitati trenta migranti, fra i quali donne sposate e single, con le quali il gruppo di uomini non possono convivere perché per Islam è blasfemo stare sotto lo stesso detto con delle donne che non sono tua moglie. Altri motivi della protesta menzionati dall’Ansa sarebbero “un peggioramento della logistica, in particolare per non aver uno spazio dove cucinare autonomamente, cosa che erano abituati a fare in Sicilia; il dover alloggiare in camerette d’albergo e non in spazi più ampi come erano abituati nel precedente soggiorno in Italia”.

Il Tirreno, il giornale più diffuso in tutta la Toscana tirrenica, dice che alcuni migranti  “hanno lamentato la mancanza di alcuni servizi in hotel, fra i quali il wifi e la tv. Un altro problema è l’isolamento del posto, lontano dal centro abitato”. Ma il “non gradimento” è in contraddizione con quest’altro passaggio dell’articolo del Tirreno:

“I migranti, una ventina, erano stati prelevati al centro di smistamento di Migliarino Pisano, dove erano arrivati dal sud d’Italia. Altri nove sono in arrivo in queste ore. Appena giunti a Campiglia, però, accompagnati dai membri della cooperativa Diogene che si occupa della loro gestione, alcuni di loro si sono rifiutati di scendere dal pulmino. Non tutti, ma alcuni hanno iniziato a protestare, urlando di non voler scendere”.

Non si capisce come, senza scendere dal pullman, siano riusciti a sapere che nell’albergo che li avrebbe ospitati non c’era il wi-fi, la tv e lo spazio per cucinare. Infatti, riporta Repubblica Firenze, il capo della Polizia di Campiglia Walter Delfino ha smentito:

«Assolutamente no – dice Delfino – le lamentele erano legate solo a motivi di convivenza. Ai Cinque Lecci avrebbero dovuto pranzare e cenare nella sala dell’hotel insieme a donne sposate e donne sole. E per alcuni musulmani la promiscuità è blasfema». Per questo i migranti che hanno protestato a un certo punto della discussione con la polizia hanno chiesto di voler tornare in Sicilia dove sono stati già ospitati un anno e mezzo. «Si sarebbero potuti creare anche conflitti etnici – precisa il dirigente di polizia – Per questo sono stati trasferiti in quattro mini appartamenti di una struttura ricettiva a 200 metri di distanza. Il titolare aveva dato la disponibilità alla prefettura di Livorno per settembre di partecipare ai progetti di accoglienza, ma vista la situazione ha accettato di partire prima».

Un altro motivo forse più comprensibile della protesta è il fatto che, come spiega sempre il Tirreno, i migranti in Sicilia avevano trovato lavoro e che non avevano gradito lo spostamento da Trapani a Migliarino Pisano, e poi da Migliarino a Campiglia:

“Molti di loro avevano iniziato ad inserirsi, avevano anche trovato qualche lavoretto. Hanno qualche soldo in tasca, qualcuno ha anche il telefonino. Sono stati trasferiti perché la struttura che li ospitava deve essere liberata per i nuovi arrivi, ormai quasi quotidiani. I profughi, quindi, si sono trovati a dover ripartire da capo e per questo si sono arrabbiati rifiutandosi di entrare in albergo. L’hotel 5 Lecci, peraltro, già ospita un gruppo di migranti da giorni, che non ha dato alcun problema”