La Procura di Bari chiude 19 canali Telegram: giornali e libri pirata in pdf

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Aprile 2020 14:35 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2020 9:12
La Procura di Bari chiude 19 canali Telegram: giornali e libri pirata in pdf

La Procura di Bari chiude 19 canali Telegram: giornali e libri pirata in pdf (Foto archivio Ansa)

BARI  –  Migliaia di riviste, giornali e libri diffusi illecitamente attraverso almeno 17 canali Telegram.

E’ l’ipotesi su cui indaga la Procura di Bari, che ha disposto un sequestro preventivo di urgenza per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d’autore. 

Il provvedimento riguarda persone in corso di identificazione che, “in concorso tra loro – spiega la Procura – introducendosi nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza, hanno sottratto migliaia di file in formato Pdf dei predetti beni tutelati dal diritto di autore, riversandoli illecitamente su numerosi canali della piattaforma di messaggistica istantanea denominata Telegram, permettendo così una tanto capillare quanto abusiva diffusione in chiaro di migliaia di riviste, giornali e libri”.

L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) su questo fenomeno di pirateria digitale presentata il 10 aprile all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).

“Le indagini – aggiunge la Procura di Bari – proseguono per ricostruire l’illecito giro di affari e individuare gli autori del reato nonché le responsabilità penali delle società coinvolte”.

I danni per l’illecita diffusione di migliaia di giornali, riviste e libri attraverso Telegram sono stati stimati in 670mila euro al giorno, corrispondenti a circa 250 milioni di euro all’anno, “giacché gli utenti iscritti ai canali in argomento sarebbero circa 580mila, in aumento nel periodo di diffusione del virus Covid-19, e con un incremento dell’88% delle testate diffuse illecitamente”.

I sequestri sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza nei confronti delle mail “dei rappresentanti legali della società che gestisce Telegram” perché “inibiscano immediatamente l’accesso ai canali incriminato ovvero rimuovano i file”, in quando “l’illecito provocherebbe gravi danni economici a tutta l’industria del settore: editori, giornalisti, distributori, stampa, poligrafia ed edicolanti”.

I canali Telegram attraverso i quali sarebbero state illecitamente diffuse migliaia di copie di giornali, riviste e libri sono “eDiCoLA_luXuRiOsA”, “RIVISTE ITALIANE”, “Riviste Oggi”, “solo riviste mensili”, “LIBRI UNIVERSITARI PDF”, “LIBRI PDF Gratis”, “EDICOLA-FREE”, “GIORNALI E RIVISTE”, “Libri universitari”, “EbookDoe”, “QUOTIDIANI-LIBRI-RIVISTE ITALIA”, “GIORNALI RIVISTE – GRATIS ITALIANE”, “Il Giornalaio Moderno”, “LIBRI ITALIA”, “Edicola Settimanali”, “GIORNALI ITALIANI”, “Quotidiani I @ OTInews”, “Quotidiani e mensili”, “Libri in italiano gratis”.

Gli inquirenti hanno anche spiegato che “Telegram risulta sviluppata dalla Telegram LLC con sede in Dubai, società nota per proteggere i dati e la privacy degli utenti” e, per questo, “allo stato attuale non sono identificabili gli amministratori dei singoli canali”.

“I riscontri finalizzati all’identificazione del soggetto titolare del canale, al quale ricondurre la responsabilità circa l’illecita immissione del file piratato – si legge ancora nel provvedimento di sequestro – hanno dato esito negativo, in quanto sia il titolare del canale che gli iscritti non sono identificabili in alcun modo. Né tantomeno è stato possibile identificare il soggetto che ha inserito i contenuti digitali nel canale”.

Inoltre “non vi sono elementi – aggiunge la Procura – per poter affermare che i rappresentanti legali di Telegram siano consapevoli dei contenuti illeciti dei canali indicati” ma “dal momento che vi sia stata conoscenza del provvedimento, i rappresentanti legali di Telegram saranno consapevoli della eventuale prosecuzione dei reati, con le possibili ovvie conseguenze”. (Fonte: Ansa)