Cantieri, truffe all’erario sfruttando la legge Visco

Pubblicato il 23 Marzo 2009 13:43 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2009 13:43

Finte aziende che vantavano finti crediti d’imposta e che sottraevano veri milioni di euro alle casse dello Stato. Tutto questo giocando sul meccanismo della compensazione tra crediti e debiti, introdotta nel 1997 dal governo Prodi e tuttora in vigore. Lo rivela il Corriere della Sera.

Il sistema era stato ideato dall’allora ministro delle Finanze Vincenzo Visco e intendeva semplificare la vita alle aziende ed evitare lunghe trafile burocratiche ogni volta che si doveva ottenere un rimborso: se un’azienda vantava un credito d’imposta poteva compensarlo con i versamenti contributivi che deve a Inps e Inail attraverso il modello F24. Quindi un’impresa che deve avere 100 mila euro dal fisco può ottenerli subito non versando (per una cifra pari) i contributi.

Il problema è che la ‘ndrangheta ed altre organizzazioni criminali aprono e chiudono a raffica imprese e cantieri e presentano dichiarazioni false sia per evadere il pagamento dei contributi sia per ottenere il pagamento di rimborsi non dovuti. Il più delle volte i colpevoli la fanno franca perché quando la truffa viene scoperta il cantiere è già chiuso, scomparso nel nulla.

Su tutto questo indaga l’Agenzia delle entrate e nei prossimi giorni verrà messo a punto un piano con l’Inps per intensificare l’incrocio dei dati e indirizzare al meglio le verifiche.