Capodanno, la denuncia di un papà: “A Padova molti ristoranti non volevano bimbi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Gennaio 2020 12:26 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2020 12:26
Capodanno, Ansa

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – Un papà veneziano che voleva passare il Capodanno a Padova denuncia: “Cenone di Capodanno nei dintorni di Prato della Valle per una famiglia con due bimbi? Una missione (quasi) impossibile”.

L’uomo, intervistato dal Gazzettino, padre di due bambini di 7 mesi e 3 anni, ha raccontato la sua odissea per trovare un ristorante disponibile per Capodanno: “Abbiamo iniziato a telefonare a inizio dicembre. C’è chi ci ha detto subito che i bambini non li voleva e chi invece ha tergiversato nella speranza di stancarci facendoci, oltretutto, perdere del tempo prezioso”.

È successo a Padova – racconta – ma credo sia così un po’ dappertutto, purtroppo. Noi, genitori di due bambini, uno di tre anni ed una neonata di sette mesi, ci siamo sentiti penalizzati in molti ristoranti. L’Italia è l’ultima nazione al mondo per tasso di natalità. Un dramma che ci sta rubando il futuro e di fronte al quale le istituzioni sono silenti. Un record negativo, dato anche da una certa mentalità che va ribaltata. Si parla tanto di aiutare le famiglie e poi siamo i primi ad essere discriminati”.

E ancora: “Ci siamo mossi a prenotare per Capodanno fin da inizio dicembre. In alcuni ristoranti, quando dicevamo che avevamo figli, ci veniva risposto che per noi non c’era posto. Il timore è che i nostri bambini “facessero confusione”. In un’altra situazione abbiamo chiesto di prenotare, ci hanno detto più volte di richiamare con scuse sempre diverse per poi dirci che il locale non aveva più posto”.

Alla fine però l’obiettivo è stato raggiunto: “Solo in alcuni locali abbiamo potuto prenotare e i bambini sono stati ben accettati. In particolare voglio ringraziare una pizzeria di Prato della Valle, a gestione giovane e dinamica, per la loro massima disponibilità”.

Poi l’appello finale: “Vogliamo lanciare un appello alle istituzioni affinché si facciano carico di una nuova attenzione per i bambini, cambiando radicalmente la mentalità italiana verso di loro con nuove politiche per la famiglia. I bambini dovrebbero essere i primi ad essere accolti, soprattutto per una notte di festa per tutti, come Capodanno. Senza contare, poi, il brutto modo di non dire subito le cose come stanno e di tergiversare nella speranza di farci desistere. Piuttosto meglio chi ci ha detto subito di non volere bambini, almeno non ci ha fatto perdere tempo”.

Fonte: Il Gazzettino.