Caporalato, processato a Lecce “Re delle angurie”: condannato a 11 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2017 0:03 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2017 0:05
Caporalato, processato a Lecce "Re delle angurie": condannato a 11 anni

Ansa

LECCE – Sono quattro gli imprenditori salentini condannati dai giudici della corte d’Assise di Lecce per riduzione un schiavitù e associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento dei lavoratori. Con loro sono stati condannati anche nove migranti, presunti caporali di nazionalità straniera.

Altri tre imprenditori, Giuseppe Mariano, Salvatore Pano e Corrado Manfredi sono stati assolti. Le pene più alte, undici anni, sono state inflitte all’imprenditore Pantaleo Latino, di Nardò, detto il ‘Re delle angurie’, ritenuto a capo del sodalizio criminale transnazionale dedito allo sfruttamento e riduzione in schiavitù dei migranti impegnati nella raccolta delle angurie nelle campagne di Nardò. Stessa pena inflitta ai titolari di aziende ortofrutticole operanti nella zona Livio Mandolfo e Giovanni Petrelli, tre anni invece a Marcello Corvo.

Il presidente della Corte d’Assise Roberto Tanisi ha letto il dispositivo della sentenza dopo cinque ore di camera di consiglio. I giudici hanno accolto la richiesta del pm Elsa Valeria Mignone a contestare il reato di riduzione in schiavitù. L’operazione del Ros che nel 2012 portò all’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere nacque sull’onda della rivolta dei migranti ospitati a masseria Boncuri, capeggiata da Yvan Sagnet, arrivato in Italia con un permesso di studio per diventare ingegnere, attualmente presidente dell’associazione No Cap e assente oggi in aula perché diventato papà proprio nella nottata.

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