Il capotreno Andrea Favaretto: “Calci e sberle dal nigeriano. E sono stato pure condannato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2018 9:38 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2018 9:38
CAPOTRENO

Il capotreno Andrea Favaretto: “Calci e sberle dal nigeriano. E sono stato pure condannato”

BELLUNO – Intervistato dal Corriere della Sera, Andrea Favaretto, il capotreno condannato per violenza privata dopo aver fatto scendere un passeggero senza biglietto, ora si sfoga: “Mi sono beccato calci e sberle per aver fatto rispettare le regole e sono stato pure condannato, è meglio che non ci pensi”.

Andrea Favaretto, 51 anni, nato a Treviso e residente a Selvazzano, nel 2014 sorprese un passeggero nigeriano, Anyanwu Festus Amaechi, senza biglietto. Favaretto allora decise di far scendere il passeggero spostando però personalmente i bagagli di quest’ultimo sulla banchina. E questo ha fatto scattare l’accusa di violenza privata. L’episodio è avvenuto lungo la linea ferroviaria tra Feltre e Montebelluna.

“Quando l’ho visto a bordo gli ho chiesto il biglietto – ha spiegato al Corriere della Sera – una, due volte, ma lui era sempre al cellulare e non mi dava retta. Ho così pensato di prendere il suo borsone e portarlo a terra, in modo che scendesse anche lui”. Il nigeriano è andato su tutte le furie e lo ha aggredito. “Mi ha preso a calci e sberle facendomi cadere gli occhiali – ha continuato – io ho chiamato i carabinieri per poi risalire sul treno che doveva ripartire. Oh, io non sono razzista, faccio il mio lavoro e cerco di farlo bene con tutti, italiani o stranieri che siano”.