Cronaca Italia

Carabiniere e bandiera del Reich: “Non sapevo fosse simbolo neonazista”. Ma studia storia…

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Carabiniere espone bandiera del Reich ma non sa che è un simbolo nazista

ROMA – Carabiniere e bandiera del Reich: “Non sapevo fosse simbolo neonazista”. Ma studia storia… Rischia gravi sanzioni disciplinari – e in prospettiva il posto visto che era in ferma volontaria – il carabiniere che ha esposto una bandiera del Reich tedesco sulla finestra della sua camera nella caserma Baldissera a Firenze. Una bandiera e un simbolo, quella della marina tedesca della prima guerra mondiale, utilizzato dai gruppi neonazisti.

Il carabiniere, 22enne di Rieti, si è scusato e ha detto di non conoscere la portata simbolica, e quindi il potenziale oltraggioso, di quel simbolo. Ma poi ha spiegato – si noti la contraddizione – che è appassionato della storia del periodo e che è si è anche iscritto a un corso universitario di storia all’università La Sapienza di Roma.

A fine 2019 scadrà il suo periodo di prova di 4 anni (la ferma volontaria) ma se le sanzioni disciplinarti del caso dovessero arrivare il prosieguo nell’Arma sarebbe compromesso, se risulterà aver violato le leggi il servizio permanente diventerà un miraggio.

Che per il carabiniere innamorato della storia — eppure così poco informato sui significati che nella post modernità hanno assunto alcuni cimeli come la bandiera dell’impero tedesco che aveva appeso nella camerata — era iniziato nell’esercito due anni fa nel reggimento trasmissioni Sacile a Pordenone. Poi, dopo circa un anno e mezzo di lavoro valutato positivamente, la nomina a «fuciliere semplice» nello stesso reggimento. Infine la decisione di partecipare al concorso per essere arruolato nei carabinieri, l’idoneità ottenuta senza problemi e l’arrivo a Firenze alla caserma Baldissera che ospita il VI Battaglione carabinieri Toscana ma anche gli uffici del comando regionale dell’Arma. Qui aveva partecipato anche un concorso per l’attestato di bilinguismo classificandosi al 499esimo posto su un elenco di 1.345 nomi. (Marco Gasperetti, Corriere della Sera)

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