Carabinieri Firenze, Marco Camuffo condannato per stupro a 4 anni e 8 mesi. Piero Costa a processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 ottobre 2018 19:37 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 1:27
Carabinieri Firenze, Marco Camuffo condannato. Piero costa a processo

Carabinieri Firenze, Marco Camuffo condannato per stupro a 4 anni e 8 mesi. Piero Costa a processo

FIRENZE – Un carabiniere condannato per stupro e uno rinviato a giudizio. Marco Camuffo, uno dei due militari accusati di violenza sessuale da due studentesse statunitensi tra il 6 e il 7 settembre 2017, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere con il rito abbreviato. L’altro militare, Piero Costa, è stato rinviato a giudizio e dovrà affrontare la prima udienza il prossimo 10 maggio 2019.

La vicenda risale al settembre 2017, quando fuori da una discoteca di Firenze i due carabinieri si offrono di riaccompagnare a casa due studentesse in evidente stato di ebbrezza. I militari hanno dei rapporti con le ragazze, che il giorno seguente li denunciano per stupro. Camuffo, che ha scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere dal gup. Il pm aveva chiesto per lui una condanna a 5 anni e 8 mesi. Il legale dell’ex carabinieri ha annunciato che presenterà appello. “Il mio assistito non ha detto niente ascoltando la sentenza”, ha riferito il suo difensore, avvocato Filippo Viggiano, aggiungendo: “Sentenza severa, faremo appello”.

Il legale ha poi aggiunto: “Unico elemento forte in mano all’accusa è la denuncia fatta nell’immediatezza, 20 minuti dopo il fatto. Ma può bastare questo di fronte agli elementi contrari per sostenere la violenza sessuale, argomenti che noi sosteniamo?”. Per il legale la decisione del giudice Fabio Frangini non avrebbe dato importanza allo stato psicofisico delle ragazze che erano ubriache. “Il tasso alcolemico non è stato un argomento molto sviluppato nella discussione – ha detto Viggiano – Vedremo nelle motivazioni la valutazione del giudice”.

L’avvocato Francesca D’Alessandro, della studentessa americana che denunciò di essere stata violentata insieme ad una connazionale, ha spiegato: “C’è un’evidenza probatoria che non poteva essere messa da parte dal giudice, è una condanna che ci soddisfa”. E ha aggiunto: “Quella vicenda ha sconvolto la ragazza. E’ tornata in Italia anche dopo l’incidente probatorio ma non è voluta andare a Firenze e ha preferito essere ospitata da me anzichè andare in albergo. Ora la contatto per comunicarle l’esito di questa prima condanna, che lei aspettava”.