Carabinieri, nasce il primo sindacato dell’Arma. Il Capitano Ultimo proposto presidente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Febbraio 2019 14:03 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2019 14:03
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Carabinieri, nasce il primo sindacato dell’Arma. Il Capitano Ultimo proposto presidente

ROMA – Sabato 2 febbraio a Roma si terrà l’assemblea costitutiva del Sim Carabinieri, il primo e finora unico sindacato militare. Come presidente del neonato sindacato – dice Antonello Serpi, segretario generale del neonato sindacato – verrà proposto il colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina nel 1993.

“Se l’assemblea del nuovo sindacato Sim Carabinieri dovesse scegliere me come presidente sarebbe un grandissimo onore e privilegio”. Lo ha detto all’Ansa il Capitano Ultimo. “Poter combattere, da carabiniere, per i diritti e la dignità dei carabinieri è la più bella battaglia che avrei mai sognato di portare avanti. Una battaglia di civiltà che affronteremo tutti insieme, con grande responsabilità”.

Chi è il capitano Ultimo, l’uomo che ha arrestato Totò Riina

Il suo vero nome è Sergio De Caprio ed è nato a Montevarchi, in provincia di Arezzo, nel 1961. 

Ex allievo della ‘Nunziatella’, tenente al termine dell’Accademia Militare di Modena e formato nella Scuola Ufficiali di Roma, De Caprio chiede di essere trasferito in Sicilia poco più che ventenne, dove presta servizio per due anni come Comandante della Compagnia di Bagheria. Qui nel 1985, a soli 24 anni, arresta i latitanti Vincenzo Puccio e Antonino Gargano, braccio destro di Bernardo Provenzano e killer del Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile. Dopo i risultati ottenuti in Sicilia nella lotta alla mafia, viene trasferito a Milano, dove diventa capitano del Ros (Raggruppamento operativo speciale). È qui che Ultimo fonda il Crimor, un’Unità Militare Combattente operativa a Palermo dal settembre 1992 e sciolta nel 1997.

Ultimo, con la struttura da lui voluta e creata, è la persona che ha arrestato il boss mafioso Totò Riina. L’operazione, nel 1993, è la più eclatante fra le tante azioni portate a compimento negli anni contro mafia e criminalità organizzata. Un arresto fondamentale, quello del capo mafioso, che tuttavia porterà all’accusa per il Capitano Ultimo di favoreggiamento a Cosa Nostra insieme al generale Mario Mori, uno dei fondatori del Ros. I due furono rinviati a giudizio su richiesta dell’allora sostituto procuratore di Palermo, Antonio Ingroia, per aver omesso di informare la Procura che il servizio di osservazione alla casa di Riina era stato sospeso, causando così, secondo l’accusa, un ritardo nella perquisizione del covo del boss. Nel 2006, Ultimo e Mori sono stati prosciolti “perché il fatto non costituisce reato”. 

De Caprio resta nel Ros fino al 2000, quando lui stesso chiede di esser trasferito. Assegnato al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (Noe) di Roma nello stesso anno, Ultimo assume il ruolo di vice comandante. Sotto il suo comando, si registrano le indagini e l’arresto del presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi e quello dell’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi. Poi, nell’agosto 2015, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette lo esime dagli incarichi operativi e di polizia giudiziaria, pur lasciandogli l’incarico di vice comandante del Noe. L’ultimo caso seguito da De Caprio è stato quello della Cpl Concordia. Pochi mesi e il Comandante Ultimo cambia di nuovo e passa all’Aise, il servizio segreto per l’estero dove nel 2016 dirige l’ufficio affari interni. 

Il 20 luglio 2017 viene restituito all’Arma perché, dopo il caso Consip – nel quale sono stati coinvolti alcuni ufficiali del Noe – “è venuto meno il rapporto di fiducia”. Poche settimane dopo, il Csm invia alla procura di Roma le dichiarazioni rese dal procuratore della Repubblica di Modena, Lucia Musti, sull’uso spregiudicato delle intercettazioni nella precedente indagine Cpl-Concordia da parte di De Caprio e del suo sottoposto, il capitano Gianpaolo Scafarto, indagato poi insieme al Pm Woodcock per falso nel caso Consip.

De Caprio, nel 2013, è stato il candidato per la carica di Presidente della Repubblica per Fratelli d’Italia, ottenendo 9, 7 e 8 voti durante il secondo, il terzo e il sesto scrutinio. Nel 2015 De Caprio ha poi dato vita a una associazione, la “Volontari Capitano Ultimo Onlus” che, a Roma, in una casa-famiglia, si occupa del recupero e il reinserimento di minori disagiati e figli di famiglie segnate dal crimine. Nel 2018 ha rinunciato all’onorificenza di Cavaliere della Repubblica ricevuta il 2 giugno 2017. Il Quirinale, sulla vicenda, ha specificato come la rinuncia e la richiesta di revoca siano arrivate dal diretto interessato