Carabinieri Piacenza, l’appuntato: “Rubavamo i soldi per poi darli ai pusher”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 8 Settembre 2020 9:49 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2020 10:47
Carabinieri Piacenza, l'appuntato: "Rubavamo i soldi per poi darli ai pusher"

Carabinieri Piacenza, l’appuntato: “Rubavamo i soldi per poi darli ai pusher” (Foto Ansa)

“Rubavamo i soldi per poi darli ai pusher”. Queste le parole di uno dei carabinieri in carcere con le accuse di violenze, torture e traffico di droga in caserma a Piacenza.

L’appuntato è stato dipinto come il capo della banda dei carabinieri di Piacenza che sono accusati di violenze, torture, rapine e traffico di droga nella caserma Levante (ora non più sotto sequestro). Interrogato dai pubblici ministeri ha deciso di parlare e di cominciare a fare ammissioni. Coinvolgendo tutti gli altri. 

Il Corriere della Sera spiega che il principale indagato dell’inchiesta si difende negando che parte della droga sequestra andasse agli spacciatori arrestati per convincerli, dopo averli anche picchiati, a diventare confidenti. Succedeva lo stesso con i soldi presi agli arrestati, che finivano anche nelle sue tasche.

Quando il pm dice all’appuntato dei carabinieri di Piacenza che due pusher hanno confermato e lo invita a ripesarci, il carabiniere si sente con le spalle al muro: “Vi chiedo scusa se ha omesso qualcosa”. Dichiara di aver negato “per un senso di fratellanza”, perché “preferivo prendermi io le colpe per non scaricarle”. “Sì che abbiamo pagato, ma quando si dava qualcosa lo sapevano tutti perché non ho mai fatto niente di mia iniziativa. Ammetto tutto, ne ho fatte di cavolate dottore, però se mi devo prendere le colpe degli altri, no!”.

Confessa di aver sottratto denaro agli arrestati, ma solo poche decine di euro da dare agli informatori, e giura di non essersi “mai messo soldi in tasca”. Con gli altri ha sì picchiato i fermati, appena “qualche schiaffo”. I superiori non si accorgevano di nulla o forse facevano finta. Volevano “arresti, arresti, arresti, altrimenti ci massacravano di altri serviz come punizione, ci facevano fare notti, pattuglie”. (Fonte Il Corriere della Sera).