Carabinieri prendono 11mila euro a uno spacciatore durante una perquisizione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2020 14:17 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2020 17:21
Pistoia. Ragazza di 13 anni inscena finta rapina per avere più attenzione dai genitori

Ragazza di 13 anni inscena finta rapina per avere più attenzione dai genitori (Foto d’archivio Ansa)

Hanno cercato di insabbiare tutto dopo aver sottratto 11mila euro a uno spacciatore, per il momento i due carabinieri sono ai domiciliari.

Due carabinieri hanno perquisito uno spacciatore e quando gli hanno trovato 11mila euro in contanti glieli hanno sottratti. Una vicenda che risale al 2017 e che è successa a Rho.

I due carabinieri hanno prima sottratto 11 mila euro durante una perquisizione in casa dello spacciatore e poi hanno anche cercato di eliminare le intercettazioni che avrebbero potuto incastrarli. Una volta scoperti sono finiti agli arresti domiciliari con le accuse di appropriazione indebita, falso ideologico e accesso abusivo a sistema informatico. Ma anche di frode in processo penale e depistaggio.

La storia è stata raccontata da Luigi Ferrarella per il Corriere della Sera che spiega: “Alla fine di un movimentato inseguimento a Stezzano, in provincia di Bergamo, il 18 settembre 2017 i carabinieri di Rho sequestrano 250 chili di marijuana e arrestano un cittadino marocchino in una grossa inchiesta antidroga del pm milanese Loredana Bartolucci, ma attestano di non aver trovato nulla nella perquisizione a casa, a Dalmine”.

La moglie dell’arrestato chiama la caserma

La moglie dell’arrestato chiama la caserma per denunciare la sparizione, ma i due carabinieri negano tutto. Ma alle 21.10 del 19 settembre l’arrestato dal carcere telefona alla moglie intercettata e discute dei soldi spariti nella perquisizione: “Hai visto che ladri che sono?”.

E allora uno dei due carabinieri, che aveva la possibilità di accesso al sistema di intercettazione modifica la trascrizione. Cancella le frasi sui soldi portati via. Ma vengono scoperti e finiscono ai domiciliari in attesa di processo. (Fonte Il Corriere della Sera).