Tenta il suicidio in carcere il giudice Giglio. Accusato di collusione con mafia

Pubblicato il 28 settembre 2012 20:11 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2012 20:45
Il carcere di Opera

Il carcere di Opera (Foto Lapresse)

MILANO – Ha tentato il suicidio nel carcere di Opera, a Milano, Vincenzo Giglio, il giudice accusato di essere colluso con la diramazione lombarda delle ‘ndrine calabresi.

L’uomo è stato soccorso dagli agenti di sorveglianza. Avrebbe provato a togliersi la vita intorno alle 16.30 con un cordone, nella sezione K del carcere milanese.

Arrestato il 30 novembre 2011 nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Milano, era presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria e della prima sezione della Corte d’assise. Ha 52 anni.

Da inizio 2012 sono 40 i casi di suicidio in cella, in questo 2012. ”Non intendiamo commentare l’ennesima tragedia verificatasi dietro le sbarre perché sul punto abbiamo esaurito parole ed appelli, afferma Sarno. Possiamo solo trarre nuova speranza dall’ennesimo pronunciamento del Presidente Napolitano rispetto alla necessità di individuare risposte concrete alla vergognosa situazione del nostro sistema penitenziario, nella speranza che questa volta il suo forte richiamo e il suo fermo monito possano trovare maggiore ascolto ed attenzione rispetto al passato. Per quanto ci riguarda – conclude Sarno – non possiamo non prendere atto della prepotenza del dramma e dell’urgenza delle risposte che non arrivano e rammaricarci di conseguenza”.