Carceri, ad Aversa la salma di un internato abbandonata in una stanza non refrigerata

Pubblicato il 9 agosto 2010 11:52 | Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2010 21:35

La salma di un internato morto d’infarto all’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (Caserta) è stata tenuta per due giorni in una stanza della sorveglianza generale ‘rinfrescata’ solo da un ventilatore meccanico. E’ la denuncia di Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp (organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) che definisce l’episodio ”l’ennesima dimostrazione di come le carceri italiane siano diventate discarica sociale”.

Il morto ‘abbandonato’ è la stessa persona di cui si è occupata, nei giorni scorsi, l’associazione Antigone Campania, chiedendo che ”si faccia chiarezza sulle cause e le dinamiche del decesso”. Si tratta di un uomo di 42 anni, S.C., originario di Teramo, internato nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, da tre anni in carcere per maltrattamento in famiglia.

”Dalle carceri – è l’amaro commento di Beneduci – non si esce neppure da morti. Ed è davvero vergognoso che in una struttura come un ospedale psichiatrico non ci sia neppure una camera attrezzata per conservare i morti”. Nell’opg di Aversa è presente, secondo i dati dell’ Osservatorio sulla detenzione di Antigone 302 internati, circa un quinto della popolazione internata in Italia (complessivamente 1.452 persone).