Cardito. Antonio Mannalà, rapinatore morto: colpito da un carabiniere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2014 10:06 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2014 11:58
Cardito. Antonio Mannalà, rapinatore morto: colpito da un carabiniere

Cardito. Antonio Mannalà, rapinatore morto: colpito da un carabiniere

NAPOLI – Antonio Mannalà è il rapinatore morto a Cardito, in provincia di Napoli, durante l’arresto il 31 luglio. Mannalà, 27 anni e originario di Afragola, era con due complici e stava rapinando un automobilista quando sono intervenuti i carabinieri. Il rapinatore è stato raggiunto da un colpo di pistola alla schiena, colpo che sarebbe partito accidentalmente. Domenico Gallo, 25 anni, è il secondo rapinatore arrestato della banda, mentre il terzo armato è fuggito.

Il Mattino scrive:

“Questa la versione dei fatti secondo le forze dell’ordine. Questa notte una coppietta di ventenni ferma in auto su via Raffaele Viviani a Casalnuovo di Napoli è stata aggredita da tre rapinatori, uno dei quali armato di pistola. Il rapinatore armato ha puntato in faccia la pistola alla ragazza e ha costretto i malcapitati a scendere dalla vettura. Prima di dileguarsi su un’auto, uno degli altri due ha palpeggiato la ragazza”.

La coppia ha dato l’allarme e i carabinieri hanno intercettato l’auto dei rapinatori, una Renault Clio rubata, grazie al sistema di antifurto satellitare. La società che gestisce il servizio, secondo quanto si è appreso, ha rintracciato la vettura e comunicato la sua posizione alla forze dell’ordine che sono intervenute sul posto:

“Un carabiniere dopo un breve inseguimento a piedi con l’arma di ordinanza in pugno ha raggiunto e ha costretto a fermarsi un rapinatore, Antonio Mannalà, già noto alle forze dell’ordine per violazione alla legge sugli stupefacenti, contrabbando ed evasione dagli arresti domiciliari, intimandogli di sdraiarsi faccia a terra. Poi il carabiniere si è avvicinato per mettergli le manette”.

E’ allora che dalla pistola dell’agente è partito accidentalmente un colpo, che ha ferito Mannalà alla schiena. L’uomo è morto nonostante i tentativi di salvargli la vita e un testimone sul posto racconta:

“Il ragazzo era sdraiato a terra e ripeteva ‘non ho fatto niente’, mentre il carabiniere, che cercava di ammanettarlo, diceva ‘stai fermo, stai fermo’: poi abbiamo sentito il rumore di uno sparo”.

La gente si è affacciata quando, intorno alla mezzanotte, ha udito il frastuono provenire dalla strada:

“L’ambulanza – riferiscono ancora le persone che erano affacciate a finestre e balconi – è giunta in ritardo. Dopo aver sentito lo sparo abbiamo visto il carabiniere che si agitava, sembrava sotto choc. La strada era illuminata da un lampione, ma la visione dai balconi non era molto chiara. Abbiamo sentito solo il ragazzo gridare e il carabiniere che gli intimava di stare fermo, e poi il colpo”.

Sul selciato di corso Italia, stamattina, c’è disegnata la sagoma di una persona, tracciata con il gesso, con al centro delle macchie di sangue e l’asfalto scheggiato. I carabinieri hanno arrestato anche un altro rapinatore, Domenico Gallo, 25 anni e residente ad Afragola, che era già noto alle forze dell’ordine per furto e ricettazione. Gli agenti hanno acquisito i filmati della sorveglianza sul corso Italia e le indagini continuano:

“le vittime della rapina hanno riconosciuto Gallo e Mannalà, quest’ultimo come colui che aveva palpeggiato la ragazza. Mentre continuano le ricerche del terzo rapinatore, armato, che è riuscito a sfuggire all’arresto, Gallo è stato tradotto nella casa circondariale di Poggioreale”.