Cardito, bimbo ucciso da patrigno. Psichiatra: “Fingeva di svenire per evitare le botte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2019 11:53 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2019 11:55
Cardito, patrigno uccide bimbo: si fingeva svenuto per evitare le botte

Foto archivio ANSA

NAPOLI – Il piccolo Giuseppe, ucciso di botte dal patrigno lo scorso 27 gennaio a Cardito, si fingeva svenuto per evitare di essere picchiato. Queste sono le parole della sorellina alla psichiatra infantile Carmelinda Falco, che ha testimoniato nel corso del processo a carico di Tony Badre in corso a Napoli.

La psichiatra infantile riporta le parole della bimba, ascoltata in incontri protetti all’ospedale Santobono dove era ricoverata: “Ho visto Giuseppe sul divano, non riusciva a parlare, aveva gli occhi un po’ aperti e un po’ chiusi. Gli ho detto ‘respira’”. E ancora, dice la dottoressa Falco: “Per difendersi aveva creato una strategia, fingeva di svenire. Una strategia che aveva suggerito anche a Giuseppe e a noi, che la stavamo aiutando, in quanto ci riteneva in pericolo”.

La psichiatra prosegue nel racconto durante il processo e riporta le parole della bimba: “Papà Toni mi ha messo sotto il rubinetto tenendomi la bocca aperta, mi voleva affogare”. Rispondendo alle domande della neuropsichiatra in un ambiente protetto dell’ospedale, audizione peraltro videoregistrata, la bimba riferisce anche di una reazione, ma solo verbale, della madre (“basta, li stai uccidendo”).

La bimba, sollecitata dal medico a riferire i comportamenti della madre rispetto alle percosse inflitte ai figli dal compagno, fino a quel momento aveva riportato solo atteggiamenti disinteressati, mai, dice la dottoressa Falco, “di una difesa fisica dei bambini”. (Fonte ANSA)