Cardito, la mamma dei bimbi massacrati di botte: “Io immobilizzata per lo choc”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 febbraio 2019 13:47 | Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2019 13:47
Cardito, la mamma dei bimbi massacrati di botte: "Io immobilizzata per lo choc"

Cardito, la mamma dei bimbi massacrati di botte: “Io immobilizzata per lo choc”

NAPOLI – Quando ha visto il suo compagno pestare a sangue i suoi bambini è rimasta immobile per lo choc. A raccontarlo è la mamma di Noemi e Giuseppe, i due bimbi massacrati di botte a Cardito (Napoli) dal compagno di lei Tony Essoubti Badre. Quest’ultimo, in carcere da domenica notte, ha confessato tutto. Il piccolo Giuseppe è morto per i gravi traumi riportati, la sorellina di un anno più grande è tuttora ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli.

Dinanzi alla furia dell’uomo la madre è rimasta come bloccata in una sorta di trance emotiva, incapace persino di soccorrere i suoi figli, lasciando trascorrere del tempo poi risultato fatale. Nei confronti della donna continuano gli accertamenti della Procura della Repubblica di Napoli Nord, che al momento non l’ha iscritta al registro degli indagati. Si vuole capire se in passato vi siano stati episodi di violenza sui bimbi come affermato da conoscenti. Qualcuno ha anche riferito che il piccolo di 7 anni si sarebbe presentato a scuola pieno di lividi, ma non ci sono riscontri. Determinanti potrebbero essere le rivelazioni della sorellina della vittima, che il pm sta sentendo nel corso di brevi incontri con l’aiuto degli psicologi.

La donna ha raccontato che prima avrebbe cercato di fermare Tony, poi dal momento del violento pestaggio, sarebbe caduta in un blocco psico-fisico durato fino alla morte del piccolo di 7 anni. Un lasso di tempo di circa due-tre ore, durante le quali Tony si è recato in farmacia a caccia di qualche pomata con cui pensava di poter medicare le profonde contusioni procurate al bimbo, mentre la donna è rimasta ferma, come se non capisse cosa stesse accadendo, forse speranzosa che il suo bambino, ormai in fin di vita, desse qualche segnale di risveglio. A riportare la coppia alla realtà ci ha pensato il fratello di Tony, arrivato con la madre: è stato lui a chiamare il 118.