Cardito, Tony Badre confessa il massacro dei bimbi: “Avevano rotto il lettino appena comprato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 gennaio 2019 9:31 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2019 13:47
Cardito, Tony Badre confessa il massacro dei bimbi: "Avevano rotto il lettino appena comprato"

Cardito, Tony Badre confessa il massacro dei bimbi: “Avevano rotto il lettino appena comprato”

NAPOLI – Avevano rotto giocando la sponda del lettino appena comprato. Sarebbe stata questa la motivazione che ha portato il 24enne di Cardito (Napoli) Tony Essoubti Badre, a picchiare a morte il piccolo Giuseppe di 7 anni e ferire gravemente la sorellina di 8, entrambi figli della sua compagna. L’uomo, fermato per omicidio volontario e tentativo di omicidio, avrebbe confessato al termine del lungo interrogatorio. I bambini sarebbero stati colpiti – ha detto – a calci e pugni ma non, come trapelato in precedenza, con la mazza di una scopa.

L’uomo avrebbe rotto la scopa per rabbia ma non l’avrebbe usata contro i bambini. “Avevamo fatto sacrifici per comprarlo”, ha aggiunto Tony Badre riferendosi al letto nuovo per tentare di giustificare il suo gesto. Una versione a cui la Procura di Napoli Nord, però, non crede. Gli inquirenti sono convinti che l’uomo abbia prima rotto il manico trasformandolo in una mazza, accanendosi poi sui bimbi in un accesso di violenza.

Saranno l’autopsia sul corpo del piccolo Giuseppe e la testimonianza, molto attesa, della sorellina di 8 anni, tuttora ricoverata all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, a stabilire l’attendibilità del racconto del 24enne. Sarà proprio il racconto della bimba a poter dare un quadro probabilmente più completo di quanto accaduto domenica. Ne sono convinti gli inquirenti che attendono di poter ascoltare la piccola che, poco dopo il fatto, aveva riferito delle violenze subite dal patrigno. La dichiarazioni della bimba dovranno ora essere verbalizzate per confermare le modalità di aggressione del 24enne. La bimba dovrà anche confermare se la causa del pestaggio è stata proprio la rottura della sponda del lettino appena comprato, come riferito dal 24enne presunto omicida; un fatto che sarebbe avvenuto sabato sera, ben prima dunque dell’aggressione mortale consumatasi la domenica. Ma anche in questo caso si tratta di chiarire fino in fondo i tempi. 

La violenza si è consumata all’interno di un modesto appartamento di un vecchio stabile del centro storico, non lontano dal palazzo comunale. Tony è un figlio di un cittadino marocchino e di una donna del posto, ed ha sempre vissuto in zona, svolgendo l’attività di ambulante. Da qualche anno aveva un relazione sentimentale con la mamma dei piccoli, proveniente dalla Penisola Sorrentina e più grande di lui di sei anni.

Gli investigatori ora lavorano per accertare cosa abbia scatenato la violenza cieca dell’uomo e se fosse possibile fermarlo. L’unica certezza, in attesa dei previsti esami medico-legale, è che il piccolo di 7 anni è stato colpito duramente come la sua sorellina, tutt’ora ricoverata all’ospedale pediatrico “Santobono” di Napoli tanto da spingere Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso a dire: “Lavoro in pronto soccorso pediatrico da trent’anni, pensavo di averle viste tutte ma quello che ho visto ieri è la scena più raccapricciante a cui ho mai assistito”.

La bimba è ricoverata in una stanza singola e ancora non sa che suo fratello è morto. Medici ed infermieri fanno a gara per mostrarle vicinanza. Illesa una terza sorellina, di appena 4 anni. “La nostra attenzione sarà riservata a questi due bimbi – ha detto il sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo – non li lasceremo soli. Da oggi tutta la comunità di Cardito sarà la loro famiglia”. Nel giorno del funerale del piccolo (la data non è stata ancora fissata) sarà proclamato il lutto cittadino.

L’appartamento dove è avvenuta la tragedia è dall’altra notte sotto sequestro. Vuol dire che gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Paola Izzo, dovranno tornare in quella casa per gli ulteriori rilievi. Intanto, dinanzi all’ingresso del palazzo dove abitava il piccolo qualcuno ha deposto un fascio di fiori. Sul balcone ci sono ancora una piccola bicicletta un passeggino e la biancheria stesa. I vicini di casa si affrettano a dire che se avessero notato qualcosa di strano sarebbero intervenuti subito: “I bambini sono tutti figli nostri e se avessimo visto qualcosa saremmo intervenuti”.