Carla Caiazzo, bruciata dall’ex: “Non odio gli uomini. Ma i violenti non cambiano”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 8 Marzo 2019 16:07 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2019 16:07
Carla Caiazzo, bruciata dall'ex: "Non odio gli uomini. Ma i violenti non cambiano"

Carla Caiazzo, bruciata dall’ex: “Non odio gli uomini. Ma i violenti non cambiano” (Foto da Facebook)

MILANO – Quaranta operazioni chirurgiche non sono riuscite a ridarle del tutto l’aspetto di prima, che chissà se tornerà, ma la Carla Caiazzo di oggi è una donna che ha molto più di un volto bello e solare. Sono passati ormai tre anni dal giorno in cui l’ex da cui aspettava un figlio le diede fuoco quando seppe che lei voleva lasciarlo. Nel frattempo lui è stato condannato in Appello a Napoli per tentato omicidio, stalking e procurato aborto. Lei, a dispetto di tutto, è tornata a vivere e a sorridere. 

“Sono un miracolo che cammina – ha raccontato Carla in una intervista firmata da Mario Fabbroni per Leggo -. All’ospedale Cardarelli di Napoli i medici salvarono innanzitutto la mia bimba. Io ero messa davvero male, non avevo troppe speranze”. Alla fine, però, ce l’ha fatta non soltanto Giulia Pia, la sua piccola, ma anche lei. 

Di quel giorno di fuoco e violenza ricorda ancora le ultime parole del suo ex, che lei non chiama mai per nome, ma definendolo “il mostro”: “‘Voglio vedere se ridi ancora’. Ora vorrei dirgli: non solo non sei riuscito ad uccidermi, ma io rido spesso”.

E Io rido ancora è la associazione che Carla ha fondato in difesa delle donne maltrattate. Una difesa che non significa odiare gli uomini: “Gli uomini servono. Serve l’amore, la vita di coppia. A mia figlia non insegnerò mai l’odio”. Lei, comunque, non ha perdonato “il mostro”: “No di certo. Ma non sono più arrabbiata. Il mio era un amore malato, ma ho capito che pure io avevo problemi. Ecco perché affermo che bisogna allontanare quelli che ti infliggono botte, maltrattamenti, comportamenti di possessione. Troppo spesso le donne restano accanto agli uomini che fanno violenza, sperano che cambino. Invece le persone non cambiano”.

Fonte: Leggo