Genova, manifestazione per Carlo Guliani. Fsp Polizia: “Non si può celebrarlo come eroe o martire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2020 13:47 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2020 13:47
Genova, manifestazione per Carlo Guliani

Genova, manifestazione per Carlo Guliani. Fsp Polizia: “Non si può celebrarlo come eroe o martire” (foto ANSA)

A Genova manifestazione per Carlo Guliani, Fsp Polizia: “Non si può celebrarlo come eroe o martire, un atto criminale non è politica né protesta”.

“Oggi si terrà a Genova l’ennesima manifestazione in ricordo di Carlo Giuliani e questo, come ogni anno, suona come una celebrazione della sua figura.

E noi torniamo a ribadire che la morte di un giovane è sempre una tragedia, e che il lutto dei suoi familiari va rispettato, ma che non si può condividere né ammettere che si onori o si esalti l’immagine di una persona che ha perso la vita commettendo reati gravissimi.

Non si può manifestare in suo nome indicandolo come esempio meritevole di un tributo. Carlo Giuliani non è un eroe né un martire, è e resta l’esempio di cosa non fare in alcun caso”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, nel giorno in cui, come ogni anno, si terrà in piazza Alimonda, a Genova, una manifestazione in ricordo di Carlo Giuliani, morto il 20 luglio del 2001 durante gli scontri tra manifestanti e polizia al G8 di Genova.

“Violare la legge – aggiunge Mazzetti -, aggredire le Forze dell’ordine, attentare alla vita di un uomo in divisa non è ammissibile, non è giustificabile.

Tentare di ammantare un comportamento criminale di significati politici non serve a renderlo lecito.

Quel che ha fatto Giuliani in quella piazza non fu lotta politica, e non fu resistenza civile.

Rischiare di uccidere un Servitore dello Stato che sta solo facendo il proprio dovere non è protesta.

E ci meravigliano le considerazioni di quei politici che saranno presenti oggi, ma che non hanno speso una parola in difesa della legalità, della correttezza, del rispetto dovuto a chi compie il proprio dovere senza colpe, non per alcuna convinzione politica ma per onorare una divisa.

Una manifestazione come quella prevista oggi avrebbe senso solo se si ricordasse come la violenza dei no global in quel maledetto giorno in piazza Alimonda distrusse due vite, quella di Giuliani e quella di Mario Placanica.

Solo che il primo scelse di devastare, di aggredire, di assaltare, in secondo no.

A quel giovanissimo carabiniere totalmente assolto in ogni possibile sede no, non fu concessa alcuna scelta”. (fonte Comunicato Stampa)