Carlo Pavone, arrestato l’amante della moglie. Il gip: “Fu lui a sparargli”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2014 15:13 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2014 15:15
Carlo Pavone, arrestato l'amante della moglie. Il gip: "Fu lui a sparargli"

Carlo Pavone

PESCARA – Sarebbe stato l’amante della moglie a sparare a Carlo Pavone, l’ingegnere informatico che la sera del 30 ottobre 2013 era stato raggiunto da un proiettile alla testa dopo essere uscito di casa per andare a buttare la spazzatura. Gli inquirenti sono arrivati a lui dopo aver esaminato il suo computer, gli esami dei Ris sul fucile e alcune intercettazioni. Sono tuttora in corso perquisizioni domiciliari.

L’arresto è avvenuto in esecuzione di una ordinanza del gip del Tribunale di Pescara. Il presunto attentatore, che avrebbe una relazione con la moglie di Pavone, è di Chieti ma lavora a Pescara, alle Poste, dove è stato prelevato nella tarda mattinata. Ora è in carcere accusato di tentato omicidio.

L’ingegnere, in coma da sette mesi, fu trovato la sera del 30 ottobre a terra, agonizzante, da alcuni passanti, accanto a un cassonetto, di fronte alla sua abitazione, in via De Gasperi a Montesilvano, in provincia di Pescara. Inizialmente i medici avevano pensato a un aneurisma con successiva caduta, solo a seguito di una tac avevano scoperto la presenza del proiettile.

Rimasto gravemente ferito, l’ingegnere, dopo essere stato ricoverato per circa tre mesi nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara, lo scorso 22 gennaio è stato trasferito in una struttura di riabilitazione nelle Marche.

Per far luce sull’accaduto, a Montesilvano sono arrivati anche i Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) e quelli del Raggruppamento operativo speciale (Ros).

In questi sette mesi sono andate avanti senza sosta le indagini dei Carabinieri che hanno ricostruito gli ultimi spostamenti di Pavone, condotto accertamenti sulla sua vita lavorativa e famigliare ed ascoltato numerose persone. A coordinare le indagini il pm Anna Rita Mantini.