Carmine Fasciani, il “boss” di Ostia condannato a 13 anni

di Gianluca Pace
Pubblicato il 17 Ottobre 2013 12:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2013 12:28
Carmine Fasciani

Carmine Fasciani

ROMA – Tredici anni di carcere, interdizione perpetua dai pubblici uffici e ad una multa di circa duemila euro. E’ stato lui, Carmine Fasciani, boss di Ostia e del litorale, secondo i giudici a far saltare in aria nel 1998 il bar di via Belli a Prati. Ad aiutare Carmine Fasciani, Don Carmine, il boss mafioso in contatto anche con i Triassi e con il clan Cuntrera-Caruana-Caldarella, Luigi Diotallevi, anche lui condannato a tredici anni.

Gli ordigni, le bombe, forse per usura, forse per questioni di pizzo, sarebbero poi serviti a far saltare in aria l’ingresso del bar Pegaso, in via Belli, zona Prati. Carmine Fasciani, uno degli eredi della banda della Magliana, nel 1999 era sfuggito a un blitz dei carabinieri, scappando e fuggendo dalla sua villa bunker di Casal Palocco. Carmine Fasciani sarà poi arrestato di nuovo in Germania all’uscita di una banca di Soltau, in bassa Sassonia. Nelle tasche di “Don Carmine” gli uomini della Dda trovano l’equivalente di un miliardo di lire, in marchi contanti, appena prelevati per pagarsi un trapianto di fegato.

La famiglia Fasciani era già “stata colpita” qualche mese fa, con l’operazione Alba Nuova “per aver promosso – scriveva il Gip – diretto e organizzato sul litorale laziale e segnatamente in Ostia un’associazione di tipo mafioso ovvero per avervi partecipato (…) avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti di usura e di estorsione aggravata, di detenzione e porto di armi, di traffico internazionale e di distribuzione sul territorio di sostanze stupefacenti e per acquisire in modo diretto e indiretto la gestione e comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici e segnatamente il controllo di concessioni balneari sul litorale laziale”.

A Ostia, “tra coca e ombrelloni” ed eredi della banda della Magliana, hanno la loro base  le famiglie Spada, Triassi e Fasciani. Carmine Fasciani, di Capistrello, è temuto a Ostia, offre champagne alla polizia che gli notifica gli avvisi a casa, pane ai mendicanti di Piazza Gasparri e dintorni. Carmine Fasciani è il capo-famiglia, il vertice della piramide. Sotto Carmine i fratelli, Terenzio “Garibaldi”, Nazzareno e Giuseppe “dotati di potere decisionale e di prestigio criminale”.

Secondo la recente ordinanza emessa dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dal gip Simonetta D’Alessandro, Carmine Fasciani “è il capo, promotore e vertice dell’organizzazione, referente finale di ogni informazione”. Carmine Fasciani e il suo “clan”, la sua famiglia, dagli anni ’90, è diventato uno dei principali attori della malavita organizzata sul litorale. Stabilimenti, bar, usura, cocaina, riciclaggio, il business nero comprende e avvolge tutta l’economia di Ostia, Casal Palocco e Acilia.