Carmine Schiavone è morto. Boss pentito dei Casalesi, svelò i rifiuti interrati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Febbraio 2015 13:58 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2015 14:06
Carmine Schiavone morto d'infarto. Era il boss pentito dei Casalesi

Carmine Schiavone

NAPOLI – E’ morto per un infarto nella sua casa nella provincia di Viterbo Carmine Schiavone, ex boss dei Casalesi, a lungo collaboratore di giustizia.

Da alcuni anni era uscito dal programma di protezione per i pentiti. Fecero scalpore le sue dichiarazioni sul traffico e l’interramento dei rifiuti tossici nella Terra dei fuochi.

Fu lui a raccontare che il traffico e l’interramento dei rifiuti in provincia di Caserta era un affare da 600-700 milioni di lire al mese, che ha devastato terre nelle quali, visti i veleni sotterrati, si poteva immaginare “che nel giro di vent’anni morissero tutti”.

Queste parole furono pronunciate da Schiavone nel 1997 davanti alla Commissione ecomafie, in una audizione i cui verbali furono desecretati nel 2013.

La sentenza senza appello pronunciata dall’ex boss riguardava tanti centri del Casertano, “gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e così via, avranno, forse, venti anni di vita”.

Rifiuti radioattivi “dovrebbero trovarsi in un terreno sul quale oggi ci sono le bufale e su cui non cresce più erba”, raccontava Schiavone. Fanghi nucleari, riferiva, arrivavano su camion provenienti dalla Germania. Nel business del traffico dei rifiuti, secondo il pentito, erano coinvolte mafia, ‘ndrangheta e Sacra Corona Unita.