Carta identità elettronica, il Governo ci riprova a 18 anni dal primo lancio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Giugno 2015 9:25 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2015 9:25
Carta identità elettronica, il Governo ci riprova a 18 anni dal primo lancio

Carta identità elettronica, il Governo ci riprova a 18 anni dal primo lancio

ROMA – Carta identità elettronica, il Governo ci riprova a 18 anni dal primo lancio. Il decreto sul riordino degli enti locali appena approvato comprende anche lo stanziamento di 60 milioni di euro per la “definitiva implementazione della nuova carta di identità elettronica”, e quindi l’ampliamento dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Il Governo Renzi ritenta insomma dove i molti governi succedutisi in 18 anni hanno fallito: è del 1997, con il pacchetto Bassanini, la prima legge che introduceva la carta identificativa elettronica. Poi il progetto è stato via via ridimensionato, modificato, messo da parte.

Oggi giusto pochi Comuni sono in grado di fornire il nuovo documento, con procedure più lente di quello  normale, più costose. Questa, la carta d’identità elettronica Cie 2015, consentirà l’accesso a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione. Una volta attivata, la carta permetterà di pagare multe, bollette, bolli auto, tickets sanitari, compresa prenotazione di visite a musei o teatri, accesso alla propria storia sanitaria, per non parlare di un progetto per il voto online. Luca Cifoni su Il Messaggero spiega perché i precedenti non sono incoraggianti.

Così ora il decreto enti locali approvato giovedì dal governo (ma ancora non pubblicato sulla Gazzetta ufficiale) dovrà portare al suo «superamento»: si tornerebbe quindi indietro alla vecchia idea di una carta di identità a se stante. Il testo precisa che un decreto del ministero dell’Interno, di concerto con quello della Pubblica amministrazione e dell’Economia, dovrà fissare «le caratteristiche tecniche, le modalità di produzione, di emissione, di rilascio della carta d’identità elettronica, nonché di tenuta del relativo archivio informatizzato». Insomma si ricomincia più o meno da zero, anche se nel frattempo potranno ancora essere emesse le card in uso finora. (Luca Cifoni, Il Messaggero).