Carte di credito clonate, affari da 100mila euro al giorno: 7 arresti a Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Aprile 2014 9:35 | Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2014 9:44
Carte di credito clonate, affari da 100mila euro al giorno: 7 arresti a Roma

Carte di credito clonate, affari da 100mila euro al giorno: 7 arresti a Roma

ROMA – Un giro d’affari da 100 mila euro al giorno dalle carte di credito clonate ha portato all’arresto di 7 persone tra l’Italia e la Bulgaria. Centinaia i turisti che sono rimasti vittime dei bancomat alterati. Il gip del Tribunale di Roma ha emesso le ordinanze di custodia cautelare e i mandati di cattura europei con l’accusa di “una associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla clonazione di carte di credito e intercettazione abusiva di dati informatici e telematici”.

Quindici i soggetti denunciati in stato di libertà per gli stessi reati che si vanno ad aggiungere alle 21 persone arrestate in flagranza di reato durante lo sviluppo dell’attività investigativa.

L’operazione Dolly Card, questo il nome, deriva da arresti di flagranza di reato effettuati, alla fine del 2012, dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina e dalle successive indagini dei colleghi del Comando antifalsificazione monetaria.

L’associazione per delinquere, con basi operative a Roma e in Bulgaria, era composta prevalentemente da bulgari specializzati nella clonazione di carte di credito mediante la manomissione di sportelli bancari Atm (Automatic teller machine). In pratica, sugli sportelli automatici di erogazione del denaro – scelti in relazione all’affluenza di turisti, specie nelle vie del centro – venivano installate apparecchiature “skimmer” dotate sia di un lettore in grado di carpire i dati riservati delle carte di credito utilizzate per il prelievo del denaro, che di una microtelecamera per rilevarne i relativi pin segreti.

I dispositivi, dopo alcune ore, venivano recuperati da alcuni complici. Una volta acquisiti, i dati delle carte di credito venivano inviati via internet in altri paesi (Stati Uniti d’America, Kenya, Isola di Bali in Indonesia) e poi “clonati” sui supporti plastici (cosiddetti white plastics) utilizzati per effettuare gli illeciti prelievi di denaro contante, in danno dei titolari.

L’attività di indagine ha consentito di acquisire “importanti riscontri” a supporto della tesi investigativa, soprattutto in occasione degli arresti in flagranza di reato dei 21 soggetti, sorpresi in diverse occasioni a manomettere gli sportelli Atm della banche di Roma, e del contestuale sequestro di 78 skimmer, 33 microtelecamere e centinaia di carte di credito già clonate. Le apparecchiature elettroniche utilizzate per carpire i dati delle carte di credito venivano assemblate tra Sofia e Plovdiv, in Bulgaria. ”