Cartolina da anonima amante per 15 anni: uno scherzo, ora…

di Mario Tafuri
Pubblicato il 12 Dicembre 2015 12:46 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2015 12:46
Cartolina da anonima amante per 15 anni: uno scherzo, ora...

Una cartolina dalla Sardegna. Forse fra le 180 cartoline anonime ricevute dalla vittima dello scherzo a Treviso ce n’era anche una così. Ma quello che turbava la famiglia era il messaggio…

TREVISO- Ha chiesto mezzo milione di euro di danni all’amico, che ogni mese, per 15 anni, gli ha mandato a casa una cartolina come fosse una amante, un noto artigiano di Treviso, che oggi ha 70 anni e da 2 anni è in causa. A spedire quelle cartoline osé, con allusioni intime e anche un po’ pesanti, con la complicità che solo una amante può esprimere, era un amico, anche lui di Treviso, noto commerciante, il quale, al funerale di una comune conoscenza, un paio d’anni fa, non ha più retto il segreto e ha chiesto:

“E allora, questo mese ti è arrivata la cartolina?”.

La vittima dello scherzo non l’ha presa bene e ha portato l’ormai ex amico in tribunale, chiedendo, per i danni morali e esistenziali sofferti, mezzo milione di euro. Ogni mese, per 15 anni, quando arrivava la cartolina, erano momenti di grande imbarazzo, davanti alla moglie e ai figli, convinti, come ha raccontato Serena Gasparoni sulla Tribuna di Treviso, che il rispettivo marito e padre

“avesse un’amante o comunque una vita parallela. Inutile negare, tentare di convincere i familiari di non saperne nulla: ogni mese, puntuale come l’affitto, nella cassetta della posta l’uomo riceveva la temuta cartolina”.

Dopo la confessione dell’amico, l’artigiano vittima dello scherzo non ha gradito:

“anzi: ha intrapreso nei suoi confronti una causa civile, avanzando una richiesta di risarcimento da mezzo milione di euro per danni morali”.

Protagonisti della vicenda finita in tribunale (la causa è stata avviata due anni fa, il processo ormai è alle ultime battute, davanti al giudice della sezione civile del tribunale di Treviso Daniela Ronzani, prossima udienza il 28 gennaio) sono due personaggi noti a Treviso, entrambi hanno ormai superato i 70:

“La vittima un noto artigiano (difeso dall’avvocato Fabio Crea), l’ideatore dello scherzo un noto commerciante del centro storico, del settore del tessile, abbigliamento e calzaturiero (difeso dall’avvocato Roberto Nordio). La prima cartolina risale al 1997. Un errore, aveva pensato inizialmente la vittima. Ma quel nome, sullo spazio dedicato al destinatario, era il suo. Le cartoline avevano poi iniziato ad arrivare ogni mese. E se inizialmente la cosa era stata presa come uno stupido scherzo, quei biglietti avevano iniziato a creare più di qualche problema nel ménage familiare. Già perché il contenuto era per così dire “osè”, spinto e ammiccante. Insomma lasciava intendere l’esistenza di un’amante, o più d’una. O comunque un comportamento lascivo della vittima dello scherzo, che continuava a negare. Ma più le cartoline continuavano arrivare più il suo “Ma no, non c’entro! Non ne so nulla!” a moglie e figli risultava sempre meno convincente.”