Casa di riposo a Palermo: calci, botte e minacce… non solo coronavirus

di Antonella del Sordo
Pubblicato il 16 Aprile 2020 10:48 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2021 11:12
Casa di riposo a Palermo: calci, botte e minacce... non solo coronavirus per gli anziani

Casa di riposo a Palermo: calci, botte e minacce… non solo coronavirus (Foto da video)

PALERMO – Uno “shoah” tutto Palermitano, quello che sta emergendo dalle indagini : anziani torturati, a fatti e parole.   Le angherie subite dagli ospiti della casa di riposo da parte del loro carnefici,  sarebbero state tante e tali da aver addirittura spinto un’anziana a tentare il suicidio.  Si indaga anche su una morte sospetta.  Esiste il destino che un virus ti riserva. E poi esiste il destino che uomini – neanche degni di essere chiamati tali – disegnano per te.  A leggere i lanci di agenzia e guardare i video che stanno circolando in rete, c’è da rabbrividire. “Indoli perverse”, come sono state definiti gli autori di queste nefandezze.  E dietro a tanto orrore,  storie di truffatori e truffaldini, con trascorsi finanziari e denunce.

Calci, botte,  offese, minacce e ritorsioni.. così i dipendenti trattavano  gli ospiti della casa ti riposo. Così  oltre al coronavirus, che sta facendo strage proprio nei “ricoveri” per anziani, c’è da aver paura anche dei maltrattamenti.

Se tu ti muovi di qua ti rompo una gamba, cosi la smetti; devi stare zitta, muta; devi morire, buttare veleno…”. Un vero e proprio regime di terrore quello instaurato nella casa di riposo dalla amministratrice e da cinque sue dipendenti, tutte finite in carcere.

Maltrattamenti e violenze inaudite nei confronti di anziani inermi picchiati con calci, schiaffi, colpi di scopa, perfino legati alle sedie per impedire loro di muoversi. Un campionario di crudeltà documentato in due mesi dalle immagini delle telecamere piazzate di nascosto dai militari della Guardia di Finanza nell’ospizio.

Oltre alle violenze fisiche i degenti venivano anche insultati e sottoposti a continue mortificazioni psicologiche: “Sei una schifosa, devi dire che fai schifo” viene detto a una anziana che si lamenta. Insulti accompagnati dalle immancabili percosse fino a costringere la poveretta a ripetere “basta, faccio schifo…” e a schiaffeggiarsi da sola pur di fare cessare quella persecuzione insopportabile.

Emblematiche anche le parole dell’amministratrice della casa di riposo in occasione del soccorso prestato inizialmente ad una degente, poi deceduta: “Ti dico che io in altri periodi avrei aspettato che moriva perché già boccheggiava…lo ripeto fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente, l’avrei messa a letto e avrei aspettato. Perché era morta”.

Non è un caso dunque che il Gip, nell’ordinanza segnali “l’urgenza di interrompere un orrore quotidiano” evidenziando come “l’indole criminale e spietata degli indagati impone l’adozione della custodia cautelare in carcere ritenuta l’unica proporzionata alla gravità e alla immoralità della condotta e l’unica a contenere la disumanità degli impulsi”.

Un’anziana deceduta e una che tenta il suicidio.

Gli investigatori che indagano sulla casa di riposo stanno svolgendo ulteriori accertamenti sulla morte di un’anziana avvenuta il 15 marzo scorso. Un’altra degente avrebbe perfino tentato il suicidio lanciandosi dal balcone pur di sfuggire alle sevizie dei suoi aguzzini.

“È emerso uno spaccato deprimente da un punto di vista umano prima ancora che giudiziario”, commenta il comandante del Nucleo di polizia economico giudiziaria di Palermo.

“Non è stato facile nemmeno per noi in queste settimane di indagine visionare e documentare il campionario ignobile di nefandezze e crudeltà gratuite compiute a danno degli anziani, soprattutto in questa fase emergenziale che richiederebbe una tutela ancora più elevata nei confronti delle fasce di popolazione più deboli e maggiormente esposte a rischio”. (Fonti Ansa e YouTube)