Casa delle Donne, Virginia Raggi: “Non chiude e non sarà sgomberata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 maggio 2018 20:39 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2018 20:39
Casa delle Donne, Virginia Raggi: "Non chiude e non sarà sgomberata"

Casa delle Donne, Virginia Raggi: “Non chiude e non sarà sgomberata” (Nella foto Ansa, la manifestazione al Campidoglio)

ROMA  – La Casa Internazionale delle Donne di Roma non chiuderà né sarà sgomberata ma diventerà il “centro nevralgico delle attività che vengono messe in rete per le donne su tutto il territorio della città, con particolare riguardo alle periferie”:  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]con queste parole il sindaco Virginia Raggi tenta di chiudere le polemiche scoppiate nei giorni scorsi e culminate nella manifestazione di Piazza del Campidoglio e negli appelli politici bipartisan che chiedevano al Comune di non far chiudere la Casa nella storica sede del Buon Pastore, nel centro di Roma.

Una delegazione del Consorzio Casa Internazionale delle Donne ha incontrato la sindaca. “Speriamo che si potrà continuare un dialogo”, si era augurata la presidente della Casa, Francesca Koch. In mattinata anche l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni aveva ricordato che “per decenni la Casa internazionale delle donne è stata un riferimento per la coscienza civile della città. Non deve chiudere”.

Per difenderla è sceso in campo un battaglione bipartisan: dalla senatrice di Liberi e Uguali Loredana De Petris, “raccoglieremo in Senato le firme per una mozione a sostegno della Casa”, a Mara Carfagna, vice presidente della Camera e deputata di Forza Italia, dalla senatrice Pd Monica Cirinnà fino ad Anna Finocchiaro, ministra uscente per i Rapporti con il Parlamento.

In piazza del Campidoglio con le attiviste dalla ministra uscente Marianna Madia fino all’attrice Veronica Pivetti e alla scrittrice Dacia Marini e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, di Liberi e Uguali, che ha giudicato la mossa del Campidoglio “controproducente”.

Ma Raggi in serata ha chiarito: “La Casa delle Donne ha accumulato un debito di oltre 800mila euro in 10 anni, nonostante abbia beneficiato di un abbattimento del 90% del canone concessorio. Ricordo che l’associazione ha ottenuto uno sconto ulteriore rispetto a tutte le altre associazioni (altrettanto meritorie, che svolgono ad esempio servizi in favore dei disabili, delle persone con la Sla, dei bimbi autistici, ecc.) che invece hanno un abbattimento dell’80% di detto canone”.

Da qui parte il rilancio della Casa, un gruppo di lavoro che vedrà anche le attiviste della Casa, un nuovo progetto “che sarà oggetto di una futura procedura ad evidenza pubblica per consentire ai diversi soggetti e diverse associazioni, di partecipare”, aggiunge la sindaca. Ma soprattutto un progetto che riguardi le donne davvero “bisognose, povere, bullizzate, violentate, uccise”. Tutti fenomeni che si riscontrano di più in periferia. Ed è da lì, e da un bando di evidenza pubblica, che per il Campidoglio a 5 stelle la nuova Casa delle donne dovrà ripartire.