CasaPound e la storia del blitz della Finanza e il mistero sulle parole dei militanti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 ottobre 2018 13:32 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2018 13:32
CasaPound e la storia del blitz della Finanza e il mistero sulle parole dei militanti

CasaPound e la storia del blitz della Finanza e il mistero sulle parole dei militanti

ROMA – “Nessuna perquisizione è stata eseguita nello stabile di via Napoleone III 8 a Roma”. Lo afferma in una nota il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone, “smentendo categoricamente” la notizia secondo cui la Guardia di Finanza lunedì’ pomeriggio sarebbe entrata nell’edificio per fare verifiche nell’ambito di un’inchiesta della Corte dei Conti sull’occupazione. “Non c’è davvero più limite alle fake news“, aggiunge Iannone, annunciando che il movimento ricorrerà alle vie legali “contro chiunque scriva notizie inventate su CasaPound”.

Ma secondo quanto riportato da Morani del Pd, quando la finanza si è presentata all’ingresso del palazzo di via Napoleone III, all’Esquilino, i militanti avrebbero intimato l’alt e affermato che “se entrate sarà un bagno di sangue”.

Lo stabile, di proprietà del ministero dell’Istruzione e che da tempo ospita famiglie italiane e leader di CasaPound, è finito al centro di una indagine della Corte dei Conti per danno erariale. I magistrati della procura regionale avevano chiesto ai finanzieri di attuare una ispezione. L’obiettivo finale è quello di quantificare l’eventuale danno.

Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, la Digos, la Finanza e i militanti di CasaPound il 15 ottobre scorso avrebbero “concordato un ingresso” ad alcune condizioni. “La procedura, piuttosto irrituale, – scrive il quotidiano di via Solferino – era stata messa a punto il 15 ottobre scorso. In quell’occasione si era deciso, a voce (nulla è stato mai formalizzato per iscritto) di consentire un’ispezione a determinate condizioni, una delle quali era di non entrare negli appartamenti ma di limitarsi a ispezionare gli spazi comuni”. Poi però sarebbe cambiato qualcosa e, quando i finanzieri si sono presenti in via Napoleone III, i militanti si sarebbero opposti all’ingresso.