Cascina, vigili del fuoco sul piede di guerra: “Mancano le condizioni di sicurezza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 marzo 2018 11:28 | Ultimo aggiornamento: 30 marzo 2018 11:28
Cascina (Pisa), vigili del fuoco sul piede di guerra: "Mancano le condizioni di sicurezza"

Cascina, vigili del fuoco sul piede di guerra: “Mancano le condizioni di sicurezza” (foto d’archivio Ansa)

CASCINA – In provincia di Pisa, per l’esattezza a Cascina, i vigili del fuoco sono in agitazione.

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Tutto è cominciato quando un guasto elettrico ha provocato gravi danni alle apparecchiature elettriche ed elettroniche in dotazione ai pompieri.

Riporta PisaToday:

“A sei giorni dall’evento – si legge nella dichiarazione dello stato di agitazione indirizzata alle autorità preposte dai sindacati (Fp Cgil – Fns Cisl – Uilpa – Conapo – Usb) – nella sede non sono state approntate nemmeno opere provvisionali per produzione acqua sanitaria calda, né impianto di riscaldamento, lasciando i lavoratori senza le minime condizioni igienico sanitarie necessarie in un luogo di lavoro come lo è una sede VVF”.

Le condizioni critiche della struttura non sono in realtà una novità. “Proprietario dell’immobile è il Comune di Cascina che dovrebbe provvedere alle opere di manutenzione straordinaria – sottolineano infatti Massimo Marconcini, coordinatore regionale FP CGIL VVF, e Giovanna Bernardini, segretaria Funzioni Centrali FP CGIL Pisa – chiariamo subito che la situazione si trascina ormai da anni coinvolgendo anche la precedente amministrazione ma ora siamo ad un punto critico che rischia di mettere in serio dubbio anche la capacità di soccorso dei Vigili del Fuoco visto che le comunicazioni avvengono ormai con componenti elettroniche che sono state interessate dal guasto, quali l’apparato radio, l’impianto telefonico, di illuminazione e il cancello di uscita dei mezzi di soccorso”.

“La sede – proseguono i due rappresentanti della Cgil – si sta sempre più deteriorando con il passare del tempo, per cui la capacità d’intervento che la popolazione riconosce e si attende dai Vigili del Fuoco potrebbe essere messa seriamente in discussione. Inoltre lasciare sei giorni il personale VVF senza acqua sanitaria e riscaldamento, è, a nostro avviso, indice della considerazione che gli organi competenti danno ai Vigili del Fuoco e che è ben distante dalla percezione che la cittadinanza ha del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”.