Case popolari per ricchi: all’Ater alloggi anche a chi dichiara 100 mila euro l’anno

Pubblicato il 30 Luglio 2011 17:47 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2011 17:47

ROMA – Case popolari per ricchi o quasi. A Roma, sembra esserci posto per tanti, anche per chi guadagna più di 100 mila euro l’anno o per chi vive incassando affitti di case di sua proprietà in cui non abita.

Lo rivela il Messaggero in un articolo firmato da Claudio Marincola. Il giornalista ha preso in esame le cifre dell’Ater, azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Roma, andando a vedere a chi sono assegnate le circa 47 mila case popolari della capitale.

Le sorprese, manco a dirlo, non mancano. Ci sono, infatti, 35 inquilini che hanno un reddito superiore ai 100 mila euro e altri 200 che ne hanno uno compreso tra i 70 e 100 mila. Forse non si tratta di ricchi, ma sono comunque persone agiate che vivono in case popolari pagando un affitto minimale, tra i 7,75 e i 422 euro al mese.

Tutto, tra l’altro, paradossalmente in regola. Non esiste, infatti, un regolamento che preveda l’allontanamento degli inquilini benestanti. Se “pizzicati”, i ricchi in casa popolare possono vedersi al massimo aumentare l’affitto fino al massimo previsto, tre volte la rendita catastale, ovvero 422 euro al mese. Quindi molto meno che il prezzo di mercato.

Le sorprese del mondo Ater, spiega Marincola, non finiscono qua: tra i 39 mila inquilini regolari (gli altri 8 mila sono abusivi e spesso si passano la casa popolare di generazione in generazione come se fosse un bene di cui sono proprietari) ce n’è persino uno che vive di rendite immobiliari. Ovvero, mentre riscuote affitti da altri lui paga un canone compreso tra i 7 e i 422 euro occupando una casa popolare.

Fatale, quindi, che all’Ater i conti non tornino. Lo dice chiaramente il commissario Bruno Prestagiovanni: “Le regole non funzionano. Noi incassiamo in media 85 euro per appartamento (al mese, ndr) e ne spendiamo 116. Come possiamo reggere questo ritmo?”. Semplicemente l’Ater non lo regge: le ristrutturazioni da fare si accumulano, non ci sono i fondi, e nelle case arriva il degrado. Certo, per chi guadagna 100 mila euro l’anno e paga un canone di 7 euro al mese, è un degrado accettabile.

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