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Casier, legionario Dennis Gobbo morto: famiglia non crede al suicidio

Casier, legionario Dennis Gobbo morto: famiglia non crede al suicidio

Casier, legionario Dennis Gobbo morto: famiglia non crede al suicidio (Foto Ansa)

TREVISO – Casier, legionario Dennis Gobbo morto: famiglia non crede al suicidio. Il giovane di 24 anni è morto lo scorso 12 settembre mentre era in servizio in Valle Roja al confine tra Italia e Francia con la Legione straniera, nella quale si era arruolato. Dennis si è allontanato dai commilitoni, che hanno udito il colpo di fucile e al loro arrivo lo hanno trovato morto a terra. Il 25 settembre si sono tenuti i funerali nella chiesa di Frescada a Casier, in provincia di Treviso, ma la famiglia non crede all’ipotesi del suicidio.

Il quotidiano La Tribuna di Treviso scrive che il giovane Dennis Gobbo era descritto come un ragazzo solare e sportivo e nessuno avrebbe mai immaginato il tragico epilogo, proprio mentre prestava servizio nell’antiterrorismo a Breil-sur-Roja. La famiglia, scrive il quotidiano, non crede che Dennis si sia tolto la vita, come spiega Filippo Scanderlato:

“«Lo avevo visto a luglio, era felicissimo e non vedeva l’ora di tornare in servizio. Era appassionato di molti sport, praticava parkour, credo avesse anche provato con del paracadutismo, amava la montagna e i corsi di sopravvivenza. Un paio di anni fa era partito da solo con una maglietta, un paio di pantaloncini e una gavetta per la montagna. Aveva voluto provare a resistere d’inverno in quelle condizioni. Ma faceva tutto con grande voglia e con molto coraggio», prosegue Scanferlato. Dopo il diploma al liceo Artistico, si era appassionato alle discipline ad alto tasso di adrenalina. Ma tra lo spirito di avventura e imbracciare un fucile c’è un salto notevole”.

Il giovane aveva firmato un contratto che l’obbligava a servire per 5 anni in Francia ed era partito nel giugno 2016 per Aubegne, dove si trova il centro di reclutamento ella Legione straniera:

“Per farne parte è sufficiente presentarsi lì con i documenti in regola, e sottoporsi ai test. Ci vogliono due-tre settimane, in cui si dorme e si mangia con gli altri aspiranti legionari. I test fisici, pare, siano meno selettivi, rispetto a quelli attitudinali e ai colloqui con lo psichiatra, che sono invece interrogatori durissimi. Dennis era stato giudicato idoneo, e in grado di sostenere, anche psicologicamente, il pesantissimo addestramento successivo, che in circa 4 mesi deve far diventare gli aspiranti legionari nei componenti perfetti di un corpo militare scelto. Così era stato arruolato nel Secondo Reggimento Straniero del Genio di Saint Christol, a Vaucluse.

A luglio scorso dopo il suo primo anno di legionario era tornato in Italia, entusiasta, in un periodo di vacanza. «Non vedeva l’ora di tornare», ribadisce Filippo, «non riusciamo a spiegarci cosa sia accaduto. Ci aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per essere qui a Natale», racconta. «Io lavoro fino a tardi e ricordo che nel 2016 poco prima di partire per il reclutamento, mi aveva aspettato sotto casa fino alle 3 di notte, solo per abbracciarmi e farmi gli auguri di compleanno. Dennis era questo. Un ragazzo felice, spontaneo, che sapeva dare valore all’amicizia»”.

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