Caso Escort, chiuse le indagini. Verso il rinvio a giudizio per Laudati?

Pubblicato il 25 settembre 2012 16:35 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2012 17:34

Antonio Laudati (Lapresse)

BARI – Chiuse le indagini sul caso escort. La procura di Lecce ha fatto notificare gli avvisi di conclusione al procuratore di Bari Antonio Laudati e al suo ex sostituto Giuseppe Scelsi. Si va verso il rinvio a giudizio. Lo stesso provvedimento è stato notificato anche a sei giornalisti accusati di diffamazione.

L’inchiesta a carico di  Laudati è partita quanto il procuratore è stato accusato da un suo ex pm, Giuseppe Scelsi, ora sostituto procuratore presso la Corte d’appello di Bari, di aver di fatto rallentato l’indagine sulle escort che Gianpaolo Tarantini portò a casa dell’allora premier Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009.

Dopo i primi accertamenti, la procura di Lecce aveva indagato Laudati per favoreggiamento personale, abuso d’ufficio e tentativo di violenza privata perché avrebbe aiutato Gianpi Tarantini “ad eludere le indagini”.

I magistrati leccesi avevano per questo aperto, a settembre dell’anno scorso, un fascicolo a carico del solo Laudati a margine dell’inchiesta escort-sanità-Tarantini condotta tra gli altri proprio da Giuseppe Scelsi. Era stato Scelsi ad accusare Laudati di avere in qualche modo interferito sulla dinamica dell’inchiesta, finendo con l’estrometterlo dalla sua conclusione. Scelsi, che all’epoca dei fatti era sostituto procuratore presso la procura distrettuale antimafia di Bari, secondo i magistrati avrebbe autorizzato alcune intercettazioni telefoniche in modo non conforme alla legge.

I magistrati leccesi avevano acquisito tra l’altro il fascicolo aperto dalla procura di Napoli che indagando sull’ex direttore dell’Avanti, Walter Lavitola (amico di Gianpi Tarantini e molto vicino al prenier Silvio Bersluconi)  aveva registrato una conversazione telefonica dalla quale sembrava emergere uno scambio di informazioni avvenuto tra il legale di Tarantini e il procuratore Laudati in merito alla conclusione delle indagini sull’inchiesta. Circostanza questa sempre smentita tanto da Laudati quanto dall’avvocato.

Sul caso era intervenuta anche la commissione disciplinare del Csm che aveva tuttavia archiviato il fascicolo. I sei giornalisti indagati per diffamazione sono stati invece denunciati dal procuratore Laudati nel corso del tempo.

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