Caso Regeni, sindacato Polizia al pm Zucca: “Le sue parole alimentano odio contro di noi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 marzo 2018 5:30 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2018 9:30
Letizia su pm Zucca dopo il caso Regeni

Caso Regeni, Letizia al pm Zucca: “Parole alimentano azioni contro la polizia”

ROMA – Enzo Marco Letizia, il segretario dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia, critica le parole del pm di Genova Enrico Zucca, che possono scatenare azioni di guerriglia urbana contro la polizia durante le manifestazioni.

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Letizia  è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”,  condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. In merito alle dichiarazioni del pm Zucca sul caso Regeni e le violenze nella scuola Diaz:

“Tutte le forze di polizia quotidianamente collaborano insieme all’autorità giudiziaria per garantire sicurezza, perseguendo criminali, arrestandoli ed esponendosi al rischio della nostra vita in quelle azioni. Quindi le parole del pm di Genova Enrico Zucca ci lasciano veramente esterrefatti. Il ruolo che lui ricopre è estremamente importante e dunque certe parole corrono il rischio di incrementare la schiera dei professionisti del disordine ed alimentare la loro violenza contro i poliziotti quando gli agenti sono impegnati nelle più delicate manifestazioni sotto il profilo dell’ordine pubblico.

Nelle tensioni di piazza quelle parole possono trasformarsi in pietre, molotov o in azioni di guerriglia urbana. Noi da un servitore di Stato ci attendiamo equilibrio, saggezza e soprattutto rispetto delle istituzioni, cosa che non sta facendo in questo momento il pm Zucca. Bisogna uscire fuori da quei processi, quei processi sono stati celebrati, le sentenze sono state eseguite, le pene sono state espiate.

La polizia da tempo si è dotata di strumenti volti ad evitare che quei fatti, quegli errori, quelle disfunzioni che hanno portato al disastro della Diaz e a quella gestione dell’ordine pubblico in quei giorni non avvengano più. Accostare un fatto attuale come il caso Regeni con un qualcosa che è avvenuto in passato e che lo Stato ha risolto in tutti i suoi aspetti, guardandosi dentro, financo ad introdurre il reato di tortura, significa semplicemente che non si è ancora usciti da quei processi.

Non vorrei che ci fosse una sorta di personalizzazione, altrimenti non saprei come spiegarmi le dichiarazioni di ieri del pm Zucca. Che cosa c’entrava ieri, mentre si parlava del caso Regeni, tirare in ballo il G8? Il procuratore Zucca è stato un protagonista di quei processi, soprattutto nel processo d’appello che ha ribaltato la sentenza di primo grado. Continuare su quella linea, continuare a parlare di torturatori e accostare i poliziotti a chi ha torturato Regeni in Egitto lo trovo un’offesa gravissima che mette in discussione le istituzioni e questo noi non ce l’aspettiamo da un uomo di Stato”.

Parlando del G8, Letizia ha dichiarato:

“E’ stato fatto tutto quello che doveva essere fatto e le sentenze sono state eseguite. Se poi si vuole essere al di sopra della legge, diventa un altro problema”.

E sulla gestione ordine pubblico, ha detto:

“E’ dal 2008 che è stata fatta a Nettuno una scuola per l’ordine pubblico che specializza, aggiorna e forma tutto il personale per l’ordine pubblico. Per fare in modo che tutti parlino lo stesso linguaggio e reagiscano allo stesso modo, che nessuno si isoli, che non si spacchino i cortei come avvenuto a Genova.

Ultimamente abbiamo visto immagini violente da parte dei manifestanti che hanno pestato un carabiniere a Piacenza. A Torino abbiamo assistito non solo alle parole in libertà della maestra, ma i nostri poliziotti sono stati anche oggetti di lancio di petardi. Siamo in un periodo molto difficile, con questa lunga crisi economica e le difficoltà dall’uscirne creano delle tensioni. La protesta spesso si trasforma in atti di violenza”.