Cassazione: “Fuga d’amore con minore consenziente reato grave”

Pubblicato il 24 Marzo 2010 17:20 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 17:21

L’uomo adulto che approfitta di una minorenne consenziente per avere con lei rapporti sessuali commette sempre violenza aggravata anche quando la ragazzina aderisce alla proposta della “fuitina”.

Tale circostanza non serve a mitigare la condanna: per questo la Cassazione – accogliendo il ricorso della Procura della Corte d’appello di Milano – ha annullato con rinvio la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione inflitta lo scorso maggio a un uomo di 40 anni, sposato e con due figli, che aveva compiuto atti sessuali con una minore di quasi 14 anni ospitata nella sua abitazione. All’imputato i giudici di secondo grado avevano ridotto la pena, che in primo grado era pari a 3 anni e 8 mesi, ritenendo che il consenso della minore alla “fuitina” rendesse l’abuso meno grave in quanto la libertà sessuale della minorenne era stata compromessa in maniera più lieve.

Rilevano i Supremi giudici che la legge «punisce gli atti sessuali con persona che non abbia compiuto i 14 anni anche nel caso in cui si svolgano senza violenza, minaccia o abuso d’autorità ed il consenso della minore è del tutto irrilevante perché le norme tutelano, di per sé, l’integrità psicofisica di chi non ha ancora compiuto i 14 anni». La condanna può essere ridotta, aggiunge la Cassazione nella sentenza 11252, solo quando «gli atti non comportino una rilevante compromissione dell’integrità fisica e psichica della persona offesa, come nel caso di fuggevoli toccamenti lascivi».

In questa vicenda invece l’imputato si era congiunto carnalmente, più volte, con la ragazzina affidatagli dai genitori. «Occorre considerare che – ammonisce la Suprema Corte dando ragione alla Procura di Milano – dato l’incompleto sviluppo psichico dei minori, specie in materia sessuale, l’approfittare dei rapporti di simpatia, di confidenza di affetto o addirittura di affidamento, per avere dei rapporti sessuali, costituisce un inquinamento ed una corruzione della loro personalità, ben lungi dall’essere reputato un fatto di minore gravità, trattandosi di un subdolo approfittamento della loro immaturità».

La minore era stata affascinata dal “maturo” amico di famiglia che aveva addirittura reso pubblica la loro relazione proponendo la “fuitina” che, secondo lui, avrebbe legittimato il proprio comportamento.