Cronaca Italia

Cassazione, muore il bagnante? Il gestore della piscina rischia il carcere

In caso di incidenti ai bagnanti il gestore della piscina comunale rischia anche il carcere se omette di prendere le precauzioni previste dal decreto ministeriale. A stabilirlo è sentenza n.27367 della Quarta Sezione Penale sulla morte di una bimba di sette anni annegata nel 2004 nel veronese in una piscina di 615 mq sorvegliata da un solo bagnino.

Il gestore della struttura pubblica e’ stato condannato ad un anno e mezzo di carcere in primo grado, pena ridotta ad un anno in Appello nel 2009, per non aver previsto la necessita’ di piu’ bagnini, data la grandezza della struttura, e per aver permesso l’ingresso di bambini nonostante i proiettori ottici di illuminazione non funzionassero. La sentenza della Corte d’Appello di Venezia è stata confermata in Cassazione.

Secondo i Supremi giudici, ”il fatto che un solo operatore non poteva prestare la dovuta attenzione a tutti i bagnanti per la vastità e irregolarita’ della forma della superficie acquea rientrava nella conoscenza del gestore del centro sportivo, mentre il verificarsi di eventi quali l’annegamento e l’impossibilita’ di prestare soccorso in tale situazione era nella prevedibilita’ del medesimo che non aveva ottemperato alle disposizioni del decreto ministeriale”. Il gestore, quindi,”ha violato una precisa norma regolante la gestione delle piscine pubbliche, per cui la sua incidenza nel determinarsi dell’evento non puo’ dirsi essere stata di minima rilevanza”.

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