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Cassazione: “Senza permesso di soggiorno ma con figlio piccolo? Può restare in Italia”

Pubblicato il 3 Febbraio 2011 15:29 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2011 15:29

ROMA – Può rimanere in Italia l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede di non essere rimpatriato per non compromettere il benessere psico-fisico del proprio figlio piccolo nato nel nostro Paese da una madre straniera ma residente regolarmente in Italia per ragioni di lavoro.

Secondo la Cassazione, infatti, un genitore straniero può  avanzare questa richiesta non solo in casi di emergenza che riguardino il proprio figlio che vive in Italia ma anche in tutte quelle situazioni ”di ”danno effettivo concreto, percepibile e grave, che correlato all’età, alle condizioni di salute e all’equilibrio psico-fisico, sia assai probabile che possano derivare per effetto della recisione del legame personale in atto o dall’allontanamento traumatico dall’ambiente nel quale il minore è cresciuto”.

Con questa motivazione la Suprema Corte ha accolto la richiesta di un cittadino marocchino padre di un bambino nato in Italia, da una donna con permesso di soggiorno nel Paese per motivi di lavoro, di non essere rimpatriato per evitare di pregiudicare lo sviluppo del figlio, in tenera età, visto il forte legame che si era già stabilito tra i due.

Una prima richiesta, infatti, era stata respinta dalla Corte di appello di Milano che non aveva ritenuto necessario far rimanere il padre nel capoluogo lombardo perché il figlio non versava in un situazioni ”emergenziali o eccezionali tali da rendere necessaria la presenza dell’uomo”.

Di parere contrario la prima sezione civile della Cassazione che, accogliendo il ricorso dell’immigrato, nella sentenza numero 2647 ha stabilito che ”la temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del familiare del minore non postula necessariamente l’esistenza di un’emergenza o circostanze eccezionali strettamente collegate alla sua salute” ma puo’ riguardare anche tutte quelle situazioni non di lunga durata che però sono classificabili come ”eventi traumatici e non prevedibili nella vita del fanciullo”.